News e Articoli, Scienza e Spiritualità

Vedere l’Oltre

Non parliamo di fantasmi. Quelli lasciamoli al cinema. Certo si possono vedere, in situazioni particolari, ma farei fatica a considerarle visioni. Ed oggi vorrei invece parlare di questo fenomeno che ha origini antichissime. Tanto che in ogni libro sacro si parla delle visioni dei Profeti, dei Patriarchi , degli Illuminati, dei Santi.

Visioni o che cosa?

Con quali occhi si può avere una “visione”?

Il Dio che vedeva Enoch era lo stesso di quello che ha visto Mosé, quando gli ha consegnato le Tavole della Legge?

E il Gesù che vedeva San Francesco era lo stesso che incontrava Santa Ildegarda da Bingen?

Le “visioni” di Ildegarda, conservate nella Biblioteca comunale di Lucca (chissà come ci sono arrivate?), sono addirittura delle Tavole disegnate, dove la Santa ha illustrato concretamente le sue visioni profetiche che – per argomenti ed interpretazione – si rifanno addirittura alla Apocalisse di S. Giovanni.

Allora cominciamo a distinguere.

Lo Zingarelli alla voce “visione” dà diverse spiegazioni  di questa parola. “Processo percettivo per mezzo del quale si ha la conoscenza del mondo esterno.” Oppure “ Correntemente, atto del vedere”, e così via. Ma a noi interessano di più altri significati, come questi:” Percepire visivamente realtà soprannaturali. Apparizione di persona, immagine o accadimento che appartiene al mondo divino. Percezioni visiva di eventi che pur non essendo in sé reali, traggono origine dalla realtà o possono divenire reali”. E così via.

Cominciamo cioè a fare due distinzioni, tra realtà e visione come allucinazione, apparizione, sogno, fantasia.

Ed ecco allora un esempio lampante. La straordinaria visione di Dante Alighieri con la Divina Commedia. Inferno, Purgatorio e Paradiso descritti con dovizia di particolari, ma non come invenzioni o immaginazioni. Bensì come visioni di una realtà “altra”. Cioè la visione di un mondo che solitamente è invisibile, in tutti i suoi aspetti.

Essendo io l’autore di un libro che si chiama “Viaggio nei Mondi Invisibili”, (Melchisedek Edizioni), un vastissimo panorama sull’Aldilà in tutte le sue manifestazioni , per comprendere cosa dovremo fare quando anche noi saremo in quella dimensione, è evidente che il concetto di “visione” mi affascina ed ha sempre provocato il mio più attento interesse.

Anche perché questo tipo di visioni, come tento sempre di spiegare, è possibile a tutti o spontaneamente , come nel sogno, o con il “dejà-vu”, oppure con tecniche indotte, che si imparano facilmente, come l’OOBE (Out of Body Experience), il viaggio astrale, la psicodinamica, l’ipnosi regressiva, e così via.

Ciascuno di voi ogni notte ha le “visioni” del sogno. A volte fatica a ricordarle. Ma comunque avete visto qualcuno, avete compiuto delle azioni, a volte siete fuggiti  da incubi.

Sogni appunto. Ma quando sognavate vi sembravano reali.

Dice il grande filosofo taoista  Chaung – Tzu: “Io sono Chuang- Tzu che questa notte ha sognato di essere una farfalla, oppure sono una farfalla che in questo momento crede di essere Chuang – Tzu?”

Più che del sogno, che tutti conoscete, è bene invece parlare del cosiddetto “dejà-vu”, già visto, un fenomeno che accade spesso, ma che molti non vogliono affrontare per paura di instradarsi in aree sconosciute.

La visione del “dejà-vu”, è come una memoria che affiora improvvisamente, non nel sogno vero e proprio, ma in certi momenti della nostra vita. Può essere il dormiveglia, o l’incontro con una  persona mai vista prima, che ci suscita senza ragione avversione o al contrario attrazione. Così accadono anche i “colpi di fulmine”.

A volte può addirittura accadere che vediamo una scena all’improvviso, o una persona vestita con antiche fogge.

Nella maggior parte dei casi si tratta di memorie di vite precedenti, che – per qualche ragione – riemergono improvvisamente lasciandoci sconcertati.

A chi ha maggiori capacità di visione, può accadere anche qualcosa di più.

Molti anni fa, con la mia compagna Chiara, stavamo visitando un Museo di Istanbul, che era stata la residenza del Sultano. Improvvisamente uscendo in un cortile, Chiara esclama:” sangue, sangue…” e si sente male. Devo portarla via. Poi vado a chiedere alla guida che mi spiega che nei secoli passati in quel luogo si eseguivano le decapitazioni. Migliaia e migliaia. Chiara aveva avuto “visione” di quel tempo, e del cortile cosparso del sangue dei condannati.

Anche con le tecniche di uscita dal corpo si hanno visioni. In questo caso non spontanee, ma indotte.

Chi conosce la “psicodinamica”, come si impara ad esempio da più di trenta anni all’ISPA, grazie ai corsi di Dede Riva, può scoprire in pochi giorni, come “uscire dal corpo”. Per fare cosa?

Ad esempio per andare a casa di un amico o di un parente, “vedere” che cosa sta facendo , e più tardi telefonare per una conferma.

Nella maggior parte dei casi avrete conferma di ciò che avete visto.

Ma come è possibile?

Oggi grazie alla nuova fisica, impariamo che è possibile recarsi in ogni luogo con la nostra essenza, “vedere” che cosa c’è, e poi ricordarlo. Non è la “bilocazione” di Padre Pio. È una possibilità che tutti noi abbiamo (può accadere anche con la meditazione profonda). Quella di spostarci in una dimensione diversa, che a volte possiamo definire “non locale”, dove il nostro pensiero può muoversi alla velocità della luce, può andare avanti o indietro nel tempo, può avere “visione” delle proprie vite precedenti, nel bene e nel male.

Non è un gioco. È una possibilità che tutti possiamo verificare.

A volte queste tecniche, come la “ipnosi regressiva”, ci permettono di guarire da malattie fisiche o psichiche.

Tornando indietro nel tempo, si rivive una certa situazione (paura, affogamento, fuga, abbandono, rogo, uccisione con un’arma da taglio, etc.), eventi che si sono annidati nella nostra anima per secoli, e che è necessario far riaffiorare, per prenderne consapevolezza e guarirne una volta per tutte.

Per il lavoro che faccio conosco un po’ tutte queste non tecniche. E ne ho sperimentate diverse. Ma essendo un creativo, uno scrittore, in moltissimi casi ho bisogno di nessuna tecnica, perché la mia “visione “ appare spontaneamente nella mia mente.

Nel mio ultimo libro “L’Eredità dell’Ordine di Melchisedek”, un thriller esoterico mozzafiato che permette al protagonista di far conoscere al mondo il “Testamento Segreto di Gesù”, e questo non è inventato, ho avuto una straordinaria visione del tempo in cui Gesù, prima di morire, detta a Maddalena le sue ultime parole. Ecco un brano dello scritto:

 

“ Myriam carezzava i capelli di Gesù, ancora impregnati di sangue.

“Avvicinati”, mi disse. E con uno sforzo mi toccò la mano.

Io caddi in ginocchio, posai la testa sulle gambe magre   e cominciai a singhiozzare. L’Essere che avevo seguito in silenzio per anni, abbeverandomi alla fonte della Sua parola, stava per lasciare il Suo corpo.

“Sii forte, Filippo”, disse “Ho ancora bisogno di te”.

“Qualunque cosa, mio Signore”.

“Ti affido queste pergamene, con ciò che ho dettato a Myriam questa notte. Non sono per ora, ma per un tempo lontano. Quando sulla Terra tornerà l’energia del risveglio dello Spirito che con la mia morte si sta spegnendo”.

Myriam gli prese le mani e le strinse sopraffatta dalla commozione. Gesù continuò a parlare, con sempre maggiore difficoltà: ”Queste parole sono il mio Testamento Spirituale per gli uomini del terzo millennio. Perché tanto sarà il tempo che dovrà trascorrere, prima che il mondo le possa conoscere”.

Ascoltavo con estrema attenzione e nella mia mente si affacciava già una domanda: come potevo custodire quei documenti per così tanto tempo?

Gesù continuò come se mi avesse letto nella mente: “Naturalmente affido questi fogli alla tua anima, che nelle Tue prossime vite saprà custodirli, nasconderli, difenderli, anche da chi pretenderà di parlare a mio nome. E non saprà far conoscere l’Amore che ho portato al mondo. Quando verrà il momento, la tua anima saprà ritrovarli in un nuovo corpo, diffonderli e farli conoscere, nonostante i pericoli che incontrerà”.

“Lo giuro, mio Signore”.

“Tu hai già giurato, Filippo. Tu fai parte dell’Ordine che ho istituito all’inizio del tempo. E che sempre ritorna, quando la Luce di Dio mi invia sulla Terra.”

 

Che ci crediate o no, io non ho inventato proprio niente. Mentre scrivevo ho avuto questa visione, ma interiore, con gli occhi dell’anima. Ho udito le parole. Ho visto il sangue e l’infinito dolore di Maddalena.

Ebbene, io ero presente.

Come? Non lo so. Ma quello che so è che non ho sognato. Ho avuto una visione di qualcosa che forse è davvero accaduto in passato. Come racconto nel libro.

A volte queste mie “visioni”, mi portano a fare incontri straordinari. Ho incontrato gli extraterrestri che creano i cerchi nel grano. E mi hanno detto come li fanno. Un incontro fantastico.

Ho incontrato le “anime perdute” degli Atlantidei. Ed ho cercato di aiutarle a ricordare l’esplosione, la loro fine.

Ho fatto incontri che mi hanno commosso fino alle lacrime. E visto che in questi tempi si parla tanto dei nuovi scavi in Egitto, delle Sale di Amenti, e delle camere segrete all’interno della Grande Piramide, voglio raccontarvi un’altra visione.

Dopo un lungo giro nelle altre dimensioni, mi trovo all’interno di una camera della Piramide. Ci sono alcune persone che sfilano, vestite come di una garza dorata. Loro non mi vedono.

In fila indiana escono dalla stanza, per una piccola fessura che si è aperta tra due enormi blocchi di granito. Tutto vibra di grande energia. Si può quasi toccarla. Anch’io entro in un piccolo tunnel, stretto,  stretto. Sono ora in una piccola stanza, vuota, senza finestre. Eppure c’è luce.

Ora tutto si muove. E la camera ruota di 90°. Come se un grande obelisco ( Zed ) di granito si fosse raddrizzato. Sono fuori da tempo e spazio. E appare un’altra visione incredibile. Il dio Horus, con la testa di falco, tutto d’oro, sta al centro su un piedistallo e intorno a lui altri quattro esseri d’oro, antropomorfi.  Tutt’intorno le 16 persone che erano entrate prima. Ancora non mi vedono. Eppure odo una voce “Qui un tempo , e qui ora, si incontrano gli abitanti del pianeta Terra, con gli Dei”. È Horus. Emana un’onda che io ascolto come parole.

Dietro di lui c’è una grande finestra di luce. Mi sembra di viaggiare nello spazio.

“Chi sono gli altri?” domando.

“Tu li conosci già. Sono i reggitori del mondo”.

Provo una emozione fortissima. Ora si tolgono la garza dorata dal viso e comincio a correre da uno e dall’altro.

“Tu sei Platone?” domando. E l’essere mi mostra un altro. “No. Io sono quello dei Numeri!”.

“Pitagora!” Esclamo.

“Voi sulla Terra ci conoscete con il nome con cui siamo venuti una volta…”, mi dice Pitagora. “Ma non sono solo quello. Tante altre volte sono tornato”.

Sono molto commosso. Quello che sto vivendo non è solo una visione. Lo sto vivendo come una realtà vera. Sono davvero con loro.

“Stai cercando Leonardo?”.  Pitagora mi ha letto nel pensiero.

“Lo vorrei abbracciare”, dico.

Leonardo mi dice qualcosa, ma non posso abbracciarlo, sono eterei, lucenti, ma vedo solo le immagini. Ora Leonardo mi dice, indicandomi una donna bellissima. “Vai dalla tua innamorata…che è anche la mia!”. E mi indica Maddalena.

Ora singhiozzo, travolto dall’emozione. Mi inginocchio davanti a lei che ride e mi fa cenno di alzarmi.” Non sono stata solo Maddalena…” sussurra. “Come Gesù non è solo Gesù”.

Horus mi lancia  una nuova onda. “Tu mi conosci da tempo…”

“Di Atlantide?” lo interrompo.

“No. Tu mi conosci dall’inizio del Tempo. Horus – Gesù. Qui mi vedi così, perché siamo in un contesto egizio.

“Allora sei anche Melchisedek” provo a dire.

“Anche Melchisedek è un nome…È giusto che tu scriva un libro su questo nome, per far conoscere la storia del Dio che scende in Terra…il “Sempre – Veniente”.

 

La visione è continuata per altro tempo. Ed ho ricevuto tanti altri insegnamenti, anche sulla “Fratellanza Bianca”, sulla sapienza dell’Egitto, su ciò che dobbiamo fare per affrontare le nefaste profezie del 2012.

Ora qualcuno di voi penserà che io sia particolarmente dotato, per avere queste “visioni”.

Al contrario. Non ho nessuna dote. Ho però imparato ad abbandonarmi a queste esperienze. Ad accoglierle con il cuore, e non con la mente, che sarebbe capace soltanto di dirmi “Non è vero, non è vero”.

In fondo, per gli uomini e le donne di questo tempo il lavoro più importante da fare è questo. Trasferirsi nel cuore. Abbandonare il raziocinio e filtrare ogni cosa con il cuore, che “sa tutte le cose”.

Inondare noi stessi e tutta la Terra d’Amore, di quell’Amore – l’energia dell’Universo – che come diceva Giordano Bruno “muove il sole e  le altre stelle”, cioè ogni cosa.

Oggi possiamo fare miracoli, come dice Gesù nel suo Testamento. “Tutti potete fare miracoli, come li facevo io”.

Quindi potete “vedere” anche oltre la dimensione, oltre il Tempo. Ma cominciate subito. E soprattutto quando comincerete a “vedere” qualcosa, non distruggetela subito con la domanda “ma sarà vera o no?”. Se l’avete vista è vera. Tutto ciò che vedete con l ”altra vista”, nel momento stesso che lo vedete, è vero. E allora? Cominciate subito e – come si dice al cinema – “Buona visione”.

Info sull'autore

Gian Marco Bragadin Da anni Bragadin ha iniziato un cammino di ricerca spirituale, viaggiando in mezzo mondo, per incontrare Sai Baba in India e il Tao in Cina, per esplorare le antiche civiltà, dall'Egitto al Messico e al Perù. Si è fatto "operare" dai guaritori filippini ed ha incontrato gli sciamani in Africa, i monaci del Nepal, i frati di Assisi, maestri di yoga e meditazione, medium e sensitivi e ricercatori dello Spirito in varie parti del globo. Ma gli incontri più importanti sono stati quelli con Francesco d'Assisi, che lui vede come il più grande rivoluzionario della Fede, e con l'Arcangelo Michele, il principe degli esorcisti, il guerriero della Luce, che visita ogni anno a Mt. St. Michel. Per scoprire le "porte" dello Spirito, ha compiuto tanti pellegrinaggi in luoghi sacri come Fatima, Lourdes, Assisi, Santiago di Compostella, Mt. St. Michel, Gerusalemme, Roma, Medjugorije, Avila, San Giovanni Rotondo (Padre Pio), Torino, Padova, Loreto, etc. Ha scritto libri e sceneggiature allo scopo di utilizzare anche il cinema e la fiction televisiva per raccontare le sue esperienze. Ha poi lavorato come autore di altre trasmissioni, per altre emittenti TV nazionali, in particolare "Sesto Senso" per LA7. Dopo tante esperienze, Bragadin è convinto che l'informazione, la conoscenza di altre Vie dello Spirito, ed in particolare i Messaggi dei Maestri di Saggezza, possono aiutare chi non ha ancora trovato la propria strada a vincere le negatività della vita, in modo da dare uno scopo alla propria esistenza ed incontrare la Luce. L’Autore ha sperimentato personalmente il metodo per scoprire il significato dei “segni” per quasi 20 anni, e dopo il successo dei “Segni del Destino”, che ha già riscosso grande interesse, vuole farlo conoscere a tutti coloro che sono alla ricerca di un contatto con l’altra dimensione. Per questo ha scritto “Segnianalisi” (videocorso in DVD) e “Guida+Diario di Segni e Coincidenze”. Ha poi messo la sua grande esperienza nel primo grande panorama sull’Aldilà e i contatti con l’altra dimensione in “Viaggio nei mondi invisibili”. Ma il suo maggior successo è “L?eredità dell’Ordine di Melchisedek” uscito a inizio 2010, un romanzo rivelatore con gli insegnamenti di Gesù, Maddalena, gli Arcangeli che ci spiegano cosa fare per prepararsi ai profetizzati cambiamenti per il 2012.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*