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Tarocchi: storia delle carte più misteriose tra arte e divinazione

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TAROCCHI, STORIA DELLE CARTE PIU’ MISTERIOSE TRA ARTE E DIVINAZIONE

La vera origine dei tarocchi storicamente certa, è velata dal mistero. Il più antico mazzo dei tarocchi giunto fino a noi proviene da Venezia, dove venne usato nel 1400. E’ composto di 78 carte, di cui 22 sono arcani maggiori, e 56 arcani minori.

Oscura è l’origine dei tarocchi: fanno la loro comparsa in Europa nel XV secolo, e chi dice che provengano dall’india o dalla Cina, chi dalla spagna dove sarebbero stati introdotti durante l’occupazione araba, c’è chi li ritiene diffusi dagli zingari, chi importati dai crociati, chi parla di una loro ricostruzione intorno al XIII secolo ad opera dei cabalisti spagnoli, dopo che la loro sapienza era stata tramandata oralmente per secoli, c’è chi li ha presentati come l’unico libro sopravvissuto delle disperse biblioteche egizie, arrivato a noi passando per i pitagorici, gli gnostici e gli alchimisti.Tuttavia al di la del problema della loro origine storica, ciò che importa dei tarocchi è la loro corrispondenza con i simboli delle cosmogonie e delle mitologie più antiche di tutti i popoli, il loro affidare le radici nelle profondità senza tempo dell’inconscio collettivo.

Le lamine dei Tarocchi sono il risultato della riduzione in simboli ideografici allegorici di conoscenze magiche, simboli che con il corso dei tempi, sono stati trasformati in vere e proprie immagini pittoriche. Così a noi oggi non resta che cercare d’interpretare i Tarocchi alla luce dell’ortodossia magica, svestendo le figure dal loro manto pittorico, per ridurle al loro reale simbolo magico, e da questo al concetto in esso racchiuso.

Gabriella Monzi (astrologa e tarologa)

ALCUNI ESEMPI DI TAROCCHI NELLA STORIA

tarocchi Visconte di Modrone

Tarocchi Visconti Vimodrone. I Tarocchi Visconti di Modrone (noti anche come Tarocchi Cary-Yale) sono il più antico mazzo di Tarocchi conosciuto, conservato oggi alla Biblioteca dell’Università, negli Stati Uniti. Realizzati tra il 1445 e il 1447.

etteilla

Tra il 1783 e il 1787 furono pubblicati a Amsterdam e Parigi cinque libretti intitolati Manière de se recréer avec un jeu de cartes nommées Tarot; il loro autore era Jean-Baptiste Alliette (1724 ca-1791), più noto con lo pseudonimo di Etteilla. Definito dai suoi contemporanei “le dévin du siècle”, Etteilla fu un famoso cartomante ma anche un cultore della cabala pitagorica, o aritmosofia, stimato al punto da venire invitato a partecipare alle riunioni di una riservatissima loggia paramassonica, l’Ordine dei Filaleti. Secondo Etteilla il gioco dei Tarocchi è un testo magico risalente all’antico Egitto, il leggendario “Libro di Thoth”. Questa teoria non è mai stata confermata dagli storici.

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tarocchi di Marsiglia (tarot de Marseille) o tarocchi marsigliesi sono il mazzo standard francese per i tarocchi e da cui sono derivati molti mazzi successivi. Lo stile dei tarocchi marsigliesi si era già imposto come standard per i tarocchi francesi intorno all’inizio del XVIII secolo, ma l’uso del nome Tarot de Marseille risale agli anni trenta del XX secolo

perrin

Intorno al 1865 l’editore Claudio Perrin stampò a Torino un mazzo di grande pregio, che tuttavia è rimasto dimenticato fino a tempi recenti.

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Tarocchi Rider-Waite, conosciuti anche come Waite-Smith Tarot, sono oggi i Tarocchi  più diffusi nel mondo anglosassone. I 78 “Arcani” furono ideati dal mistico ed esoterista statunitense Arthur Edward White e disegnati dalla sua discepola Pamela Colman Smitth tra il 1908 e il 1909 ispirandosi in parte ai Tarocchi Sola Busca (1491), che fino a quell’epoca rimasero l’unico mazzo di Tarocchi illustrato con personaggi dinamici in tutte le 78 carte.

Confronto tra i Tarocchi Sola- Busca (1491) e Rider Waite (1909)

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