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Prima della Creazione

Prima di iniziare a rappresentare, dopo la realtà fisica di cui abbiamo parlato nelle scorse riunioni, il quadro spirituale relativo ai momenti precedenti alla creazione del nostro universo, vorrei ricordare al lettore che, pur se quanto verrà detto è frutto di un’attenta indagine svolta negli ultimi tre anni da un autorevole gruppo di medium e studiosi spiritualisti, si tratta in ultima analisi dell’interpretazione di esseri umani su fatti assolutamente non comprovabili, e che per questo devono essere intesi come uno stimolo alla riflessione, niente più.

Al di là di tutto ciò che la nostra mente immagini, o possa immaginare, esiste un universo spirituale che è pre-esistente ad ogni realtà dimensionale, fisica o eterica che si voglia.

Anche questo universo, come tutti gli altri, è strutturato in molteplici livelli, secondo il grado di comprensione ed attuazione delle leggi morali che vigono indistintamente nelle realtà create, e in quelle non create.

Nelle fasce più “alte” di questo universo spirituale – un luogo che potremmo propriamente chiamare “paradiso” – attua la Deità, il Padre Supremo: essendo Egli inconoscibile ed incomprensibile alla luce della coscienza di qualunque essere, indipendentemente dallo stadio evolutivo in cui si trovi, la mette in atto attraverso la sua personificazione in divinità eccelse.

È in questa maniera che potremmo percepirlo come Dio-Padre o Dio-Madre, ma sarebbe solo un facile espediente, poiché la polarità sessuale appartiene  esclusivamente ad una parte degli esseri evolutivi, di cui noi facciamo parte.

Nei livelli spirituali in cui attua la Deità, e le sue personificazioni, esistono una miriade di altri esseri, alcuni già unificati al Padre Supremo, altri in procinto di diventarlo. Potremmo identificarli co

n il nome di Divinità Eccelse, che secondo il potenziale ricevuto dalla Deità, e il tipo di funzione che esercitano nell’ambito di attuazione che gli è proprio, potremmo suddividere in maggiori e minori.

Fra le molteplici divinità minori ve n’è una c

La capacità specifica di questo gruppo di divinità è quello di sviluppare un certo tipo di risonanza vibratoria che gli permette di creare, e di mantenere,  il controllo dell’evoluzione del creato attraverso la permanenza di questa risonanza vibratoria, che rimarrà tale fino a che il risultato preteso con l’atto creativo non verrà raggiunto.ategoria specifica che si occupa della formattazione di strutture atte a svilupparsi in “universi”, dove la vita evolutiva si possa manifestare e offrire opportunità a chi vi s’inserisce di fare esperienze formative nel campo del progresso spirituale, individuale e collettivo. Le possiamo chiamare co-creatrici, e considerarle come una specie di “architetti universali”.

Varie sono le particolarità specifiche che i co-creatori possono sviluppare nell’ambito delle scelte dimensionali da dare alle formattazioni mentali che risulteranno poi negli universi creati.

A noi interessa in modo particolare, giacché ci riguarda direttamente, quella che si esprime nella divinità co-creatrice di realtà transitorie, quelle cioè nelle quali gli esseri che vi s’inseriscono sottomettono temporaneamente le loro coscienze spirituali a corpi transitori, per vivere realtà specifiche, e quindi liberarsene. Questo è il processo che noi identifichiamo nel ciclo nascita-morte.

Questi livelli di realtà – sempre riferendoci all’aspetto transitorio – sono abbastanza rari, e per il fatto di rappresentare applicazioni dei campi mentali dei co-creatori  (potremmo in altre parole definirli come esperienze scientifico/spirituali), hanno fini preordinati e specifici, che permangono fino a quando saranno raggiunti.

Un’altra importante caratteristica delle realtà transitorie, poi, è quella di promuovere l’edificazione della vita attraverso l’uso della forma-padrone umanoide, con tutte le differenziazioni che questa può avere.

Ma come avviene il processo di co-creazione?

Per rispondere alla domanda dobbiamo evidenziare alcuni presupposti, il primo dei quali  riguarda la Deità. Questa, o le sue Personificazioni Divine – altresì denominate Prima Generazione di Potenziale Divino – ha il compito di fornire il sostegno spirituale profondo (Matrice Modellatrice Eterna, o Formatrice del Tutto) che permette l’esistenza delle realtà transitorie, posto che nessuna creazione materiale ha senso o scopo senza l’affiancamento di un contrappeso spirituale.

Un secondo dato importante è quello che evidenzia come le divinità co-creatrici, pur avendo assoluta coscienza dell’eredità del Sacro (in India identificato con il nome di kundalini) insita in loro, hanno anche una forte e piena personalità propria, che gli permette tutta l’autonomia di cui hanno bisogno, conforme al proprio libero arbitrio.

In quest’ambito è d’importanza capitale ribadire un concetto di per sé evidente: “perfetto” è solo il Padre e le sue Personificazioni Divine. Tutti gli altri – incluse le Divinità Minori – sono passibili d’imperfezioni. Di conseguenza esistono – anche in quella parte di Paradiso che potremmo definire “periferica” – difetti e problemi da risolvere, e questo senso di “incompletezza” fa parte della psiche dei co-creatori, che la usano come sprone nella ricerca evolutiva che gli compete, quella cioè del cammino verso l’obiettivo dell’“unicità con il Padre”.

Detto questo, cominciamo a conoscere più da vicino la divinità minore responsabile della creazione del nostro universo.

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