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Il porto di attracco. Le dipendenze affettive.

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Abbiamo bisogno di un porto d’attracco: di rifugi, di regole, di valori che ci infondano sicurezza. E’ là che sistemiamo la nostra imbarcazione. Ogni imbarcazione prima o poi ha bisogno di un porto così come ha bisogno di partire per mare. Grazie alla fiducia che abbiamo in noi leveremo l’ancora per affrontare l’alto mare (l’ignoto) indipendentemente che ci sia bel tempo o tempesta. Alcuni usciranno in mare solo se accompagnati da un bravo timoniere e non si allontaneranno che di qualche miglio, senza perdere di vista la costa. Altri resteranno in porto e non si muoveranno mai, angosciati dall’idea del rischio. Altri ancora cercheranno il piacere estremo che sta nel misurarsi con la natura e in porto ci staranno il meno possibile. Questa metafora sarà il filo conduttore della breve conferenza sulla dipendenza affettiva dal titolo il Porto di Attracco. Quali le cause? Come riconoscerla? Quali gli strumenti per essere in grado di allontanarsi dal proprio porto e di partire a esplorare il mondo con la consapevolezza di poter sempre tornare, per scelta e non per costrizione? Questi e altri gli argomenti trattati in modo esaustivo e con un linguaggio semplice.

 

Jolanda De Respinis, Counselor Relazionale Esistenziale, propone quest’intervento che è nata per far conoscere e dare supporto all’Associazione Demetra Donne, centralino antiviolenza, dove la stessa offre servizio volontario.

Clicca qui per visualizzare l’evento “La sindrome di Eco” di cui l’autrice dell’articolo sarà co-relatrice.

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