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Pazienti che non guariscono. L’approccio 5 Keys to Change

Le resistenze al cambiamento rappresentano un fenomeno diversificato, che può apparire in campo psicologico (difficoltà a procedere in una psicoterapia nonostante la motivazione e l’impegno), in campo medico (rigetto di un impianto o una protesi senza motivo apparente), in campo riabilitativo (difficoltà a recuperare post-trauma o intervento nonostante tutti i fattori favorevoli), ma anche nella vita quotidiana (ben sintetizzato dalla frase “vorrei tanto…, ma non riesco!”).

Generalmente le resistenze al cambiamento vengono considerate come qualcosa di mentale, spesso inconscio, oppure come un limite del fisico che non reagisce. Eppure non si tratta quasi mai di un fenomeno così semplice e dalla causa unica. Spesso i tentativi di superare queste resistenze vanno incontro a fallimenti, non tanto perché si tratti di forti limiti o vincoli insuperabili, ma per un approccio focalizzato su un unico aspetto di un fenomeno che, invece, è molto più ampio.

Secondo una prospettiva allargata, che attinge alle PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia), alla Neurologia Funzionale e all’Etologia Comparata, è possibile rivedere il concetto di resistenza al cambiamento, definendo bene che cosa comporti a livello fisico e mentale, come agisce, quali strutture cognitive, emotive, ormonali e immunitarie coinvolga. Diventa così possibile chiarire quali aspetti intervengono a livello mentale (sia razionale sia inconscio) il ruolo degli engrammi e della embodied-cognition, quali processi di difesa ancestrali vengono messi in moto, le risposte istintive, biochimiche e biomeccaniche.

Le resistenze al cambiamento si possono incontrare in diversi ambiti:

  • Medico (non compliance; rigetto di impianti e protesi; fallimenti terapeutici; tempi lunghi)
  • Riabilitativo (mancato recupero post-intervento; post-trauma)
  • Psicologico (difficoltà in processi di counseling, coaching, psicoterapie)
  • Vita quotidiana (incapacità o blocco in scelte, affetti, ecc.)

E possono manifestarsi in modi differenti:

  • Non guarire fisicamente
  • Non guarire mentalmente
  • Non apprendere concetti nuovi
  • Non apprendere nuove abitudini
  • Commettere sempre gli stessi errori
  • Non uscire da comportamenti/situazioni sfavorevoli
  • “Vorrei ma non riesco”

Si tratta di fenomeni che non possono essere isolati solo nella dimensione corporea o mentale, ma vanno piuttosto identificati in entrambi e nel meccanismo di dialogo tra i due sistemi.

Per agire su questi fattori contemporaneamente è possibile intervenire su 5 aree:

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Non si guarisce o non si cambia fondamentalmente perché non c’è più equilibrio tra le funzioni di omeostasi e di flessibilità nei nostri meccanismi di cambiamento. Il nostro corpo e la nostra mente perdono le innate capacità adattive. Questo può avvenire per diversi motivi:

  • Cellule “intossicate” che non rispondono più
  • Acidosi metabolica
  • Neurologia “disconnessa”
  • Pensieri disfunzionali
  • Bisogno di eccezionalità
  • Autocontrollo disfunzionale
  • Blocco/Evitamento emotivo
  • Idea e immagine di sé “non congruenti”
  • Ecc.

Coerentemente con questo tipo di visione è necessario vedere il processo psicosomatico da una prospettiva particolarmente ampia, in cui sia possibile identificare ogni variabile in gioco e le relazioni tra ognuna di esse.

Di particolare rilievo nel generare salute o malattia sono i seguenti fattori:

  • genetica (danno reale Vs fragilità)
  • vie neurologiche (codifica scorretta, iperstimolazione di un percorso/schema, disfunzioni)
  • biochimica (le intossicazioni interne ed esterne)
  • vie mentali (errori cognitivi, blocchi, le pressioni sociali, il dovere e la responsabilità, il grande inganno)
  • emozioni (effetto soglia, saturazione)
  • corpo (blocchi biomeccanici)

La ricerca

Per verificare la validità delle osservazioni fatte finora e con lo scopo di individuare quali meccanismi possono essere più efficaci nel favorire il cambiamento o la guarigione Real Way of Life ha realizzato una ricerca sperimentale con un taglio fortemente empirico.

Sono stati coinvolti 450 professionisti tra Italia e Inghilterra, operanti come: Counselor, Psicoterapeuti, Omeopati, Fisioterapisti, Osteopati,  Agopuntori, Logopedisti, Neurologi, Pediatri, Fitoterapisti, Operatori olistici.

La ricerca ha avuto una durata complessiva di 2 anni, dal Maggio 2011 al Maggio 2013.

Ogni professionista ha valutato 40 pazienti/clienti: 20 nel gruppo sperimentale e 20 nel gruppo di controllo. I primi hanno ricevuto il trattamento standard del professionista, ma anche 5 tecniche del modello 5 Keys to Change. Il gruppo di controllo ha ricevuto il trattamento standard del professionista.

Alcuni esempi di tecniche tratti dal modello 5 Keys to Change per la gestione delle resistenze che sono state usate:

Ogni paziente è stato valutato alla presa in carico al termine del trattamento secondo i seguenti parametri:

  • Dati oggettivi (numero sedute, durata, drop-out)
  • Valutazione sintomi (oggettivo e/o percepito)
  • Scala soddisfazione
  • Parametri fisiologici (registrazione EEG, coerenza cardiaca)

Di seguito alcuni dei risultati principali:

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Conclusioni

L’analisi delle più recenti discipline (PNEI, Neurologia Funzionale, i nuovi sviluppi dell’Etologia alla luce delle Neuroscienze) e gli esiti della ricerca dai noi condotta sembrano confermare la possibilità agire in modo efficace sulle resistenze al cambiamento, rendendo più efficaci diversi tipi di terapie, sia in ambito fisico che mentale.

Un fattore di successo di queste azioni volte a ridurre o eliminare le diverse forme di resistenze al cambiamento consiste nell’agire contemporaneamente su diversi ambiti (mente, emozioni, corpo, biochimica e identità) indipendentemente dall’area in cui si vuole ottenere il cambiamento o la guarigione.

Per approfondimenti sul metodo 5 Keys to Change è possibile consultare il sito e partecipare ai webinar introduttivi gratuiti presenti su:

http://www.realwayoflife.com/il-metodo-5keys-to-change/

Bibliografia

  • Bottaccioli, F., “Il sistema immunitario, la bilancia della vita”, II ed., Tecniche Nuove, Milano 2008
  • Bottaccioli, F. “Psiconeuroendocrinoimmunologia”, II ed., Milano 2005
  • Pacak, K. E al., “Stress, current neuroendocrine and genetic approaches”, Annales of New York Academy of Sciences, New York, 2004
  • Stenberg, E.M., “The balance within, the science connecting health and emotions”, W.H. Freeman and company, New York 2000
  • Bastianello S. The establishment of the International Functional Neurology Society (IFNS). Funct Neurol. 2007 Jan-Mar;22(1):7.
  • Moldovanu I, Vovc V. A possible paradigm of functional neurology. Funct Neurol. 1998 Oct-Dec;13(4):305-10.
  • Nappi G, Spano P, Blandini F, Memo M. Functional neurology at the dawn of the third millennium: the translation of neuroscience into neurology. Funct Neurol. 2002 Jan-Mar;17(1):5-6.
  • John B. Arden, Rewire Your Brain: Think Your Way to a Better Life, Jhon Wiley and Son
  • Joseph LeDoux, Synaptic Self: How Our Brains Become Who We Are, Penguin Books
  • Jeffrey Schwartz, The Mind And The Brain: Neuroplasticity and the Power of Mental Force, ReganBooks
  • Sarah A. Raskin, Neuroplasticity and Rehabilitation, The Guilford Press

Info sull'autore

Non mi piace chi si definisce con i titoli di studio, preferisco chi si racconta con i fatti e con la sua storia. Eccoli. Negli ultimi 10 anni ho incontrato più di 12.000 persone tra corsi di formazione, coaching e terapie per aiutarle migliorare le loro vite, ognuno nell’ambito per sé più importante. Ho studiato diverse discipline e attraverso l’uso di strumenti efficaci, scientifici e testati nel tempo ho potuto creare cambiamenti significativi, che fossero anche duraturi e profondi, nelle loro carriere, salute, benessere fisico, emotivo ed economico. Collaboro con grandi aziende multinazionali (Apple, Ikea, Ing Direct, ecc.) e con prestigiose università (Milano, Pavia, Pisa), sempre per ricercare soluzioni reali e su misura. Sono l’unico membro italiana della Functional Neurology Society, inoltre sono socio della Società Italiana di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia. 
Alcune migliaia di persone hanno scaricato i miei ebook, ho risposto a centinaia di email di ringraziamenti e chiarimenti e qualche decina di care e nostalgiche lettere cartacee. Nel lavoro quotidiano sempre più spesso sono stato contattato da persone che hanno provato a curarsi o a realizzare i propri sogni con le più diverse metodiche, a volte per anni, ma con scarsi successi. Talvolta la situazione addirittura peggiorava anziché migliorare. Spesso ricevo tuttora richieste da professionisti di vari settori, magari bravissimi, ma che hanno un 10% di casi che non riescono a gestire. “Quello che sto facendo ha un senso” mi sono detto! E ho proseguito sempre più in questa direzione.

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