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Obiettivi: quanto impegnarsi?

Abbiamo mille obiettivi nella vita. Alcuni essenziali, altri secondari. Li vogliamo raggiungere. Lo desideriamo tanto. Ma spesso non ci riusciamo. E, naturalmente, diamo la colpa agli eventi. O agli altri. O alla sfortuna.

Certo, tutto questo ha il suo peso. Ma la responsabilità del successo o dell’insuccesso è innanzitutto nostra. E l’insuccesso nel conseguire la meta deriva soprattutto da una cosa: dal fatto che ci arrendiamo di fronte agli ostacoli. Anziché superarli, tendiamo a girarci intorno.

Lara è una donna cui ho fatto coaching. Il suo obiettivo: dimagrire. Essere più snella, più sana, più energica e dinamica. Ma non le piaceva affatto mettersi a dieta. E tantomeno le piaceva andare in palestra. Non si impegnava a fondo. Perché era troppo faticoso. Così si arrendeva. E dava la colpa al suo metabolismo lento, per quanto riguarda la ciccia; e alla mancanza di tempo, per quanto riguarda la mancata frequenza della palestra.

Solo quando l’ho posta chiaramente e inequivocabilmente davanti alle sue responsabilità e alla sua pigrizia – senza sotterfugi, scuse o giustificazioni – ha capito. Si è guardata dentro. E si è impegnata davvero. A tavola. E con i pesi. Questo le è servito non solo per perdere grasso, ma anche per acquisire autostima. In tutti i campi. Perché l’autostima si rafforza quando rafforziamo il nostro carattere. Quando dimostriamo a noi stessi che siamo capaci di affrontare le sfide. E di vincerle. Difatti mi ha confidato che, dopo un paio di mesi che non sgarrava con la linea, si era ritrovata ad affrontare con maggiore assertività il suo capo sul lavoro. I suoi colleghi. E il suo compagno, che la trattava male.

Hai vari obiettivi che ti stanno a cuore, ma c’è uno che ti è particolarmente ostico da raggiungere? Quasi certamente è proprio quello su cui puntare maggiormente. Non tanto per l’obiettivo in sé, ma per gli effetti collaterali positivi che il suo conseguimento produrrà. Perché sollevare quel fardello gravoso ti avrà rafforzato i muscoli del carattere. Così come sollevare pesi ti rafforza i muscoli del corpo.

Lo so, tendiamo a rimandare ciò che non ci piace fare. Anche se sappiamo che dovremmo farlo. Così passiamo il tempo a fare cosucce di poco conto. Da oggi impegnati a fare il contrario. Comincia con ciò che conta sul serio. Il resto verrà di conseguenza.

Info sull'autore

Mario Furlan, uno dei più qualificati formatori e motivatori a livello europeo, è noto anche come giornalista, scrittore e fondatore dell'associazione di volontariato City Angels. È docente di Motivazione e Crescita Personale all'università Ecampus di Novedrate (Como) e di Motivazione all'università Liuc di Castellanza (Varese). È il primo titolare di questa cattedra in Italia. È PhD in Psicologia e membro della American Psychological Association, l'associazione degli psicologi Usa. Master practitioner in Programmazione Neuro-Linguistica, unisce una solida competenza teorica e accademica a una vasta conoscenza pratica acquisita sul campo. Grazie a queste doti, che lo rendono unico nel panorama della formazione, Mario ha aiutato migliaia di persone, tra cui centinaia di disperati - senzatetto, tossicomani, alcolisti, sbandati - a cambiare vita. Mario è particolarmente attento anche al rapporto mente-corpo e al benessere psicofisico: è personal trainer e istruttore di Jeet Kune Do, l'autodifesa di Bruce Lee, e di Krav Maga, l'arte marziale israeliana. Ha fondato lo Psicokrav, che applica la lezione del Krava Maga, e delle arti marziali in genere, alla psicologia. Mario ha scritto vari libri, tra cui il best-seller Risveglia il campione in te! e il romanzo Estate di rabbia. È inoltre autore di Donne basta paura!, il primo testo italiano sull'autodifesa psicofisica al femminile, e Vivere da angeli, un manuale sulla forza del bene. Giornalista professionista, è opinionista dei quotidiani Il Giorno e Metro. Tiene rubriche fisse sul miglioramento personale su Metro e sui mensili Natural Style e For Men Magazine. Conduce Risveglia il campione in te! su Sky.

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