News e Articoli, Scienza e Spiritualità

Non siamo soli: Tre giorni sul tema UFO a Bergen – Norvegia

ufo
Si è svolta a Bergen in Norvegia, il 10-12 Ottobre 2014, una tre-giorni sul tema UFO con ospiti internazionali provenienti dal Nord Europa, dagli Stati Uniti e dalla Bolivia, ciascuno invitato a trasmettere le proprie personali esperienze di contatto con esseri provenienti dai mondi extraterrestri e con il loro insegnamento.
L’arrivo a Bergen è lento, ordinato e tremendamente umido. La pioggia, a tratti leggera e a tratti pesante con brevi sprazi sereni, accompagna continuamente le giornate in questa piccola cittadina, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, che si affaccia sul gelido mare del Nord.
Bergen, definita la porta dei fiordi, si apre sul meraviglioso territorio nordico dove terra e mare si mescolano e dove, per i più fortunati, l’aurora boreale viene a colorare i cieli notturni e
l’immaginazione dei pochi privilegiati.
A partecipare all’evento un pubblico variegato, quasi interamente scandinavo, mosso non tanto da una spicciola curiosità per un fenomeno a tutt’oggi dibattuto e privo di spiegazioni ufficiali, quanto piuttosto da un personale cammino di crescita e di risveglio tanto umano, quanto spirituale. Si tratta, infatti, della terza edizione di questa iniziativa organizzata da Terje Wulfsberg e sua moglie Kristin, personalmente interessati al tema e motivati ad una sua diffusione attenta e concreta; nelle parole di Terje:
“..le prime due edizioni erano per lo più orientate alla presenza di ricercatori ed ufologi che portavano dati ed informazioni, questa terza edizione ha voluto dare un passo in avanti e divenire un’occasione per ascoltare le esperienze dirette di chi è realmente in contatto con la vita e l’intelligenza extraterrestre oppure, addirittura, le appartiene”.
In questo senso, gli ospiti invitati a portare i propri contributi, si definiscono rappresentanti e testimoni di un reale contatto con esseri del cosmo e dunque emissari di un loro insegnamento rivolto a tutta la razza umana. Tra gli altri ascoltiamo Omnec Onec, dagli Stati Uniti, che defnisce se stessa come essere Venusino, Helena Steiner-Hornsteyn, dalla Svezia, fin da bambina in contatto con presenze di luce che l’hanno guidata e formata e Robert Scott Lemriel, USA, che presenta il suo tomo “The Seres Agenda”, in cui illustra una serie di esperienze UFO e di fenomeni extraterrestri, rivelando nascoste verità.
Nel corso di questa tre giorni, ufologia e spiritualità, ossia quel movimento dell’essere umano verso un significato che trascenda la sola materia, intendono fondersi in un’unica traiettoria rivolta all’uomo in cammino: l’essere in ricerca della propria natura, della propria essenza e del proprio fine.
Si tratta, in sintesi, di una tre giorni di umanità e spiritualità intorno al tema della vita e del contatto extraterrestre. E il clima generale che si respira tra le persone, che nel corso dei tre giorni hanno tempo di conoscersi ed aprirsi, pare confermare questa intenzione.
Personalmente, come ospite esterno venuto dall’Italia ad indagare questa iniziativa scadinava, mi chiedo come il tema UFO, poco riconosciuto in Italia a livello ufficiale, venga recepito dalla cultura locale. E in questo senso interrogo tanto gli organizzatori quanto i partecipanti. Ne risulta che in Norvegia, come per la maggior parte delle culture occidentali, non sia ancora possibile parlare con naturalezza del tema ufologico. Nelle parole dell’organizzatore:
“In Norvegia il tema è negato e ridicolizzato e le persone restano per lo più totalmente inconsapevoli di cosa realmente accade.”
Interrogati al riguardo, alcuni partecipanti tra il pubblico, riconoscono la netta separazione tra la loro interna certezza dell’esistenza di vita extraterrestre in contatto intelligente con il pianeta Terra e l’impossibilità di manifestare tale certezza e tale prospettiva nei loro contesti di vita quotidiana. Pare dunque che anche quassù nelle terre del Nord il pensiero comune, influenzato dalla corrente culturale principale, tenda inconsciamente a negare l’esistenza del fenomeno UFO e a ridicolizzarne il contenuto, senza apportare ragioni maggiormente approfondite di quanto si ritengano essere quelle a favore.
Senza un dibattito serio e calibrato, sostenitori e detrattori restano come due mondi incomunicabili. E, in questo senso, Norvegia ed Italia pare condividano un identico sentimento comune.
I partecipanti segnalano però tra i loro conoscenti e nei loro ambienti di vita un interesse crescente, come una maggior curiosità e ricettività spontanea benché non ancora pienamente intenzionale o cosciente.
Sarà forse questa diversa sensibilità, ancora sottotraccia, l’indicatore di un cambiamento di sensibilità collettiva che aiuterà il tema UFO ad essere ricondotto nei binari di una conoscenza seria e fondata? Gli organizzatori se lo augurano ma al momento la domanda resta aperta. Tuttavia, stando ai conferenzieri ed alle loro esperienze, non potrà essere diversamente, poiché
l’evidenza del fenomeno condurrà alla piena presa di coscienza, anche se ancora richiederà tempo.
Scopo di questo congresso, dichiara sempre l’organizzatore, è dunque quello di permettere al maggior numero possibile di persone di interiorizzare l’esistenza del contatto ET e di percepirne sempre più la sua natura reale, materiale e concreta.
Nel corso dei tre giorni, dunque, gli ospiti si susseguono nei loro interventi e condividono, con un pubblico aperto e disponibile, le loro esperienze di contatto diretto e di insegnamento ricevuto da parte di questi esseri che da millenni ci visiterebbero e accompagnerebbero nella nostra evoluzione. Avendo verso di noi un ruolo di guide e un’attenzione alla nostra lenta evoluzione quali fratelli maggiori. E il criterio fondamentale nel seguirci e guidarci, da parte di questi genitori cosmici, sarebbe il fondamento stesso della nostra umanità: il libero arbitrio.
Secondo Terje Wulfsberg e gran parte dei conferenzieri questi esseri avrebbero con noi lo stesso rapporto che noi possiamo avere verso i nostri figli: una presenza di cura e attenzione che permetta loro di fare libera esperienza senza che si facciano troppo male (certamente, da una prospettiva spirituale più che fisica) e senza causare danni irreparabili. Il pensiero va, in special modo, all’utilizzo dell’energia nucleare, alla contaminazione ambientale e alle modificazioni genetiche.
Riecheggia nel corso degli interventi lo scopo della presenza ET in contatto con la Terra quale il risveglio del potenziale sopito e il riemergere di una consapevolezza ampliata, affinché l’uomo riconosca ed aiuti se stesso e scelga infine intenzionalmente il ritorno alla sua natura spirituale.
Ma come è possibile, stando alle nostre abitudini scientifiche, che questi esseri, data per buona la loro esistenza nell’infinito universo, possano raggiungerci fisicamente?
“Venire da un altro pianeta – dice Jerry Wills, un testimone d’eccezione – non è niente di eccezionale quando la prospettiva si amplia. E’ solo un altro posto. Niente di più che arrivare qui
in Norvegia dall’Australia o dalle Americhe, superando distanze con i mezzi appropriati. Una volta fatto e capito come fare, non è niente di che”
Jerry, anch’egli dagli USA, racconta al pubblico attento la sua storia di bambino cresciuto con il costante insegnamento di esseri saggi che lo incontravano di quando in quando ponendo
letteralmente in lui masse di informazioni e di conoscenze che riguardavano i più svariati campi del sapere. Incontri che proseguirono durante tutta la sua adolescenza con questi insegnamenti diretti, per poi scomparire dalla sua quotidianità ma lasciandogli un appuntamento trascorsi i successivi dieci anni. Appuntamento che puntualmente si verificò a confermare la realtà di tutto il suo apprendimento, lasciandolo con un nuovo appuntamento al termine degli ulteriori dieci anni successivi. E questa volta puntialmente arrivarono a rivelargli, tra le altre cose, la sua stessa origine stellare. Jerry, nato nel sistema stellare Tau Ceti, una costellazione a circa 11.9 anni luce dal nostro sistema solare, sarebbe stato condotto fisicamente sulla Terra nei primissimi anni di vita affinché potesse assimilare la natura della vita terrestre, con le sue gioie e le sue fatiche, le sue prove ed i suoi dubbi, potendo così contribuire, da terrestre, al risveglio di questa epoca che essi definiscono dorata.
“Ciò che è davvero importante – prosegue – è piuttosto chiedersi Chi sono io, realmente? Ciò che è eccezionale è rendersi pienamente conto di essere qui, di esistere e di avere in sé un potenziale che è enorme. Non importa ciò che fai nella tua vita – prosegue ancora – quale ruolo o lavoro ricopri; importa ciò che tu sei.”
E allora è davvero evidente il taglio spirituale di questo meeting internazionale e come le persone convenute non siano qui a parlare di avvistamenti notturni, di oggetti non identificati, di manifestazioni inspiegabili, ma siano presenti quali esseri umani impegnati in un cammino di risveglio e di comune espansione di coscienza.
Nel corso dei tre giorni ci sarà poi anche il tempo di condividere avvistamenti e fenomeni esteriori evidenti ed entusiasmanti, attraverso foto e video, nonché racconti in prima persona anche da parte di ospiti internazionali collegati via skype, tra cui l’ufficiale Charles James Hall dagli stati Uniti d’America: Hall, impiegato negli anni ’60 nel servizio meteo militare, ebbe la possibilità di interagire personalmente con esseri ET dalla sua base isolata nel remoto deserto del Nevada. Avvistamenti, video e fotografie sempre ricondotti al messaggio più autentico che dalle stelle ci vuole raggiungere: la nostra autentica natura divina e spirituale, il nostro più intimo potenziale e la nostra possibilità di risveglio su un piano di consapevolezza più vasto e unificato.
“Un essere per quanto speciale da solo non è niente – continua nel suo racconto Jerry Wills – può essere innalzato o spazzato via. Ma cosa possiamo fare insieme? Fino a che punto possiamo trasformare questo mondo, insieme? Quando gli esseri umani si uniscono allora hanno vera potenza e cambiano la direzione del mondo”
“Osservati, Chi sei tu? Osserva il tuo viso, osserva le tue mani, riconoscile, fa che ti portino a sentire la domanda: chi sono io? Scopri chi sei e diventa quello e solo quello. Che il mondo ti veda e veda ciò che tu vedi. Siamo soliti diventare ciò che gli altri si attendono da noi e così restiamo depotenziati, cediamo la nostra unicità. Non cedere la tua volontà, resta cosciente e consapevole, pratica la presenza, resta libero. Nel tuo spazio di libertà nessuna forza può invaderti o
condizionarti.”
E finisce:
“Nessuno è perfetto, ognuno ha le sue prove e le sue sfide, ma quando sei ciò che sei,quando sei tu, allora porti con te quella luce che tutti vanno cercando. Ed è questo ciò che offri”
Con il susseguirsi degli interventi, tra cui il contattato sudamericano Enrique Villanueva, peruviano attualmente residente in California, che raggiunge via skype il pubblico presente in sala, la parola passa poi a Luis Fernando Mostajo Maertens da La Paz – Bolivia, uno tra i più importanti contattati contemporanei per la natura delle sue esperienze.
Luis Fernando Mostajo appare una persona profonda, semplice e luminosa e ci dice:
“Per quanto inverosimile possa sembrare, ho potuto viaggiare, attraverso un dominio dello spazio e del tempo per noi ancora inconcepibile, fino alla valle di Orea, sul pianeta Venere, dove mi è stata mostrata parte della loro vita e dove si trova una vera e propria accademia degli insegnamenti spirituali di questa civiltà amica”.
Definito un emissario della Grande Fratellanza Bianca della Terra e del Cosmo, Luis Fernando entra in contatto con Anziani Maestri che vivono in ritiri interni del nostro pianeta e con Guide Extraterrestri provenienti dal nostro sistema solare, esseri cosmici che ha modo di incontrare mentalmente e fisicamente in varie eccezionali occasioni, a partire dal 1977 e proseguendo tutt’oggi. Da questi esseri Luis Fernando è assistito e preparato, fin dall’età di 13 anni, tanto al contatto con loro, contatto che richiede una preparazione fisica, emozionale e spirituale, quanto alla trasmissione degli eccezionali insegnamenti e rivelazioni che da essi riceve.
In Italia abbiamo avuto l’opportunità di conoscerlo a partire dalla fine del 2012, grazie ad un’associazione, il Lago e la Stella, che nell’estate del 2012 lo incontrò sull’altopiano boliviano,
stringendo un’amicizia ed invitandolo nel nostro paese, dove tornerà nel Marzo 2015.
Luis Fernando Mostajo, con uno stile comunicativo caldo e portando una massa considerevole di informazioni e collegamenti scientifici, nonché di video e fotografie di avvistamenti e contatti personali, conduce il pubblico a prendere coscienza e sensibilità riguardo al “..di che cosa si stia realmente parlando”- citando la sua espressione – ossia della natura reale e fisica del fenomeno e di come esso avvenga.
Ma è nel corso del suo secondo intervento, la mattina del terzo giorno di convegno, che Mostajo svolta e offre alle persone il reale messaggio che giunge da questi esseri cosmici, riuniti in una Confederazione dei Mondi evoluti in costante contatto con il pianeta Terra ed i suoi abitanti in attesa di una comune definitiva evoluzione.
Il messaggio portato da Luis Fernando fa risuonare la necessità di una piena apertura della nostra umanità e del suo potenziale. La necessità di aprirsi e manifestare quella realtà d’amore e di unità che loro stessi, precedendoci di millenni nella loro evoluzione, hanno conquistato e ci manifestano.
La necessità di prendere consapevolezza di appartenere ad un unico e immenso piano cosmico e spirituale. La necessità della pace e della definitiva armonia sulla Terra. Armonia che, a loro dire, si ripercuote negli equilibri dell’intero universo.
E’ questo solo un accenno della visione e del messaggio di speranza che il pubblico italiano avrà modo di ascoltare e approfondire ancora nel prossimo Marzo del 2015, quando avremo nuovamente l’opportunità di incontrare Luis Fernando Motsjo Maertens in Italia con l’uscita del suo secondo libro tradotto in italiano “I Maestri dei Sette Raggi”, pubblicato dalle edizioni Anima.
Infine, concludendo questa esperienza Norvegese, va segnalato che nessuna istituzione ha sostenuto l’evento che è stato interamente frutto degli sforzi e della passione di Terje Wulfsberg e di sua moglie Kristin Normann. I partecipanti, quasi 200, hanno sostenuto con le loro quote i costi di affitti delle strutture, delle trasferte internazionali dei conferenzieri e dei cachet degli stessi che dedicano parte della loro vita a diffondere la propria esperienza.
Un’ultima nota chiude questi tre giorni trascorsi tra i fiordi norvegesi e i suoi cieli stellati; una domanda che è risuonata qua e là in sala: Esistono presenze ET che siano cattive e minacciose per noi?
Ma, da parte dei conferenzieri, pare non esserci troppo spazio per questa legittima paura e queste intenzioni in un’epoca, come l’attuale, di grandissima apertura e speranza:
“No, siamo assistiti da amici e fratelli”.
braga+mostajo

Info sull'autore

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*