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Naturopatia o utopia?

naturopatia

Recentemente mi sono interessata agli studi di naturopatia, cercando di capire se sia realmente possibile lavorare in Italia con tale titolo di studio. Ciò che le mje ricerche hanno messo in luce è che in realtà nel nostro stato non esiste alcuna legge che riconosca lo status di naturopata e i diplomi in questione non sono ritenuti legalmente validi. Nonostante l’O.S.M. abbia stabilito l’esistenza di questa professione, essa è riconosciuta in Europa soloin Germania, Inghilterra, Portogallo, Ungheria e Svizzera; eppure l’art. 10 della nostra Costituzione ci impone un adeguamento al diritto internazionale. Uno sforzo in tal senso è stato recentemente compiuto solo da alcune regioni, quali Lombardia e Toscana. Ad oggi la materia è disciplinata dalla legge n.4 del 2013, recante le disposizioni in materia di professioni non organizzate. Lo Stato e l’U.E. hanno, inoltre, legittimato un ente privato a colmare la lacuna: l’U.N.I. (Ente Italiano di Unificazione); è nata così la norma 11491, che però non è vincolante. Pochi di voi avranno letto questa norma, dato che è reperibile solo on-line a pagamento, alla “modica” cifra di 46 €, oppure recandosi presso le sedi U.N.I., dove non è permesso fotografarla né tantomeno riprodurla. Queste norme non prevedono percorsi formativi uguali per tutti (art.4.3 “la formazione del naturopata può avvenire in ambito formale, non formale o informale”) e vi è un elenco solo esemplificativo delle aree di apprendimento. È stato anche creato un sistema di associazioni autoregolamentate, che fanno a gara per essere le più “accreditate” sul mercato, in un clima di concorrenza tutt’altro che costruttivo. Oltre a ciò,  nella parte che riguarda i compensi, è stabilito che il naturopata “deve tener conto della situazione socio-economica dell’ambiente in cui lavora” e, ove lo ritenga etico, prestare gratuitamente la propria opera; alla faccia dell’art. 41 della Costituzione,  che riconosce a tutti i lavoratori il diritto ad una retribuzione adeguata alla qualità e alla quantità del lavoro prestato!  Oltretutto, la l.4/2013 si rivolge a centinaia di professionisti,  che hanno necessità eterogenee e diverse da quelle di chi si occupa della salute delle persone. Nonostante tutto ciò, grazie alle norme poste a tutela del lavoratore autonomo nel codice civile (artt.2060-2061) e alle direttive CEE in materia di libera circolazione dei lavoratori, il naturopata diplomato può esercitare la propria professione in Italia, anche se ai sensi dell’art.7.2 l.4/2013 “le attestazioni rilasciate dalle suddette associazioni non rappresentano requisito necessario per l’esercizio dell’attività professionale”. Non resta quindi che chiedersi se è questa la qualità che si vuole garantire al cittadino, o se si tratta solo di una scelta frettolosa e poco consapevole…

 

 

 

 

Info sull'autore

Sara Gaviano,nata a Cagliari il 12.08.89 ma cresciuta a Milano;studentessa di giurisprudenza presso l'Università degli studi di Milano e da sempre appassionata di esoterismo.

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