Sessualità e Coppia

Lei e lui

fotoARTICOLOericapoli

Uomini e donne hanno cervelli diversi perché l’intricata rete di neuroni che abbiamo in testa fa disegni difformi tra i due sessi favorendo la creazione di modi di pensare talvolta opposti. Lo decretano le neuroscienze che negli ultimi anni hanno fatto passi da gigante. Come se non bastasse, dove finiscono le differenze dettate dei neuroni iniziano quelle scaturite dai profili ormonali che nel corpo maschile e femminile non sono poi così uguali. Conoscere queste particolarità può aiutarci a capire meglio il partner e irritarci meno su certi comportamenti. Essere consapevole dello schema di pensiero dell’altro ci renderà più facile riuscire a fargli cambiare (talvolta) idea. Quali sono le principali differenze?

1. Lei ricorda anche com’era vestito al primo incontro. Lui dimentica pure il suo compleanno.

Certe amnesie la mandano in bestia, le vive come una mancanza di rispetto. Ma non è un dramma: dimenticare eventi importanti è per lui fisiologico. Accade semplicemente, perché, come tutti gli uomini, ha l’ippocampo più piccolo di quello femminile. Ed è proprio lì, in quella specie di cavalluccio marino chiamato a gestire la memoria emozionale che si annida l’insieme di ricordi da abbinare alle sensazioni. In pratica è l’archivio della nostra memoria che fornisce a ogni stimolo il livello giusto di attenzione, lo collega alle emozioni, rendendolo così indimenticabile e avviando l’immagazzinamento stabile del ricordo.

2. Lei è un call centre per le amiche in crisi, lui trova le soluzioni concrete.

Che le donne chiacchierino il triplo degli uomini è un fatto di pura fisiologia: nei centri cerebrali del linguaggio e dell’ascolto la donna ha circa il 10 per cento dei neuroni in più rispetto all’uomo. E nei primi tre mesi la capacità di osservare il volto altrui aumenta del 400 percento nelle femminucce, mentre i maschietti sono rapiti dagli stimoli dell’ambiente circostante, dalle azioni e dal movimento.

3.Lei farebbe l’amore tre volte a settimana, lui tre volte al giorno.

Oggi lo sappiamo: nel cervello maschile l’impulso sessuale e i pensieri sex oriented

guizzano notte e giorno, in particolare nella corteccia visiva. È difficile crederci, ma il loro pene fa pensieri propri. Potrà tranquillizzarti sapere che, stando alle ricerche, questo non equivale a una maggiore predisposizione al tradimento. Sempre secondo gli studi, anche la fedeltà maschile è fisiologicamente mutevole. Alcuni scienziati hanno individuato un gene della monogamia con 17 variabili di lunghezza. Per sapere se lui tradirà o meno, bisognerebbe fargli un test del Dna!

4. Lei dice “parliamone”, a lui va il sangue alla testa.

Innegabile, un’altra differenza tra uomini e donne è il modo di elaborare l’ira. Il centro cerebrale della paura, della rabbia e dell’aggressività (amigdala) ha dimensioni maggiori nell’uomo: le reazioni impulsive che si scatenano qui dentro, in soli 12 millisecondi si traducono in azione. Nelle donne è invece più sviluppato il centro che controlla queste emozioni, cioè la corteccia prefrontale e cingolata anteriore, i cui processi impiegano più del doppio del tempo per esercitare il controllo. Ecco perché a lui la rabbia sale più facilmente da zero a 100 in pochi istanti, mentre lei cerca di parlarne.

5. Lei macina stress lui si ammala (e non chiede aiuto)

Gli etologi ci direbbero che proprio perché anticamente deputato alla caccia, il maschio ha una soglia del dolore più alta e minore memoria psicobiologica dello stress. In effetti se si fosse ricordato di quanto sono pericolosi gli animali selvatici, non ci avrebbe mai procurato un buon pasto di carne rischiando ogni volta la pelle! Il suo alleato è stato ed è ancora una volta il testosterone che produce in ottime quantità e gli fa passare la paura. Le donne invece hanno più sviluppata un’area cerebrale (giro cingolato anteriore) che serve a rilevare i pericoli, ma anche a rimuginare.

Il risultato è che queste ultime soffrono più facilmente di stress e depressione. Quando lui si rende conto di essere fuori giri, si è già logorato il fisico, ammalandosi per esempio di ulcera o ipertensione. 

6. Lei cerca le coccole dopo il sesso, lui si addormenta all’istante.

È un vecchio luogo comune, ma è proprio vero. Prima di fare l’amore nell’uomo si rilascia ossitocina, la stessa cosa accade nella donna dopo il rapporto. Risultato? Lui non è lucido prima e si abbandona all’emozione, lei si lascia andare dopo. Inutile arrabbiarsi, quasi pericoloso tentare di far progetti con lui appena fatto l’amore: è in chiusura. Se le donne volessero convincere i propri uomini a fare un bambino, insomma, che gli parlino prima di andare a letto.

7. Lei si  trucca  mentre guida, lui fa la Genova-Milano in 60 minuti

Alzi la mano la donna che non si è mai data il rossetto a un semaforo? Alle femmine sembra naturale gestire due o tre cose assieme, gli uomini impazziscono alla sola idea. Sono naturalmente programmati per farne una alla volta, portandola a compimento con determinazione senza distrarsi. Il motivo va ricercato nelle diverse architetture cerebrali. Il cervello femminile è wireless, con reti di neuroni intrecciate, organizzate da figure complesse e messe in comunicazione da una centralina più grossa della loro (il corpo calloso, l’insieme di fasci che mettono in comunicazione l’emisfero destro e quello sinistro). Nella sua testa invece lo stesso numero di neuroni è organizzato in file ordinate e separate, con molto spazio tra una e l’altra perché il cervello maschile è più grande (9% in più).

Conclusioni. Ma allora è tutta fisiologia?

No, la risposta naturalmente è no, perché la natura femminile e quella maschile sono un mix tra neurofisiologia e ormoni, influenzato dalla cultura, dalle esperienze di vita e dal modo in cui le elaboriamo.

Info sull'autore

Attualmente svolge la libera professione di terapeuta e formatrice in Milano e Parma. Esperta in psicotraumatologia e criminologia, è perito presso il Tribunale di Milano. Il continuo aggiornamento attraverso la partecipazione attiva e l’organizzazione di corsi, congressi e pubblicazioni scientifiche, l’utilizzo di tecniche terapeutiche innovative sono il marchio distintivo di un modus operandi che non si limita a trattare i singoli disturbi psichici, ma si prende cura e mostra attenzione alla persona nella sua globalità di mente e corpo. La passione e l’amore per il proprio lavoro e la sensibilità per chi soffre sono le motivazioni che hanno spinto la dott.Poli a fondare Es Medica

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