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La metodica audiopsicofonologica o metodo Tomatis

Non stare male non significa necessariamente stare bene.  “.. Lo stare bene o benessere è qualcosa di più: è il processo di vivere al livello più alto possibile, come persona intera, e di promuovere lo stesso per gli altri” (Schafer, 1996).

Nel corso degli ultimi anni il modello medico tradizionale, per il quale il ruolo di paziente veniva caratterizzato da un atteggiamento passivo e acritico rispetto al medico e al suo operato e la malattia spiegata in base a processi somatici aberranti e a squilibri biochimici, ha cominciato a evolversi verso il modello bio-psico-sociale (che considera fattori biologici, psicologici e sociali per la comprensione malattia) e verso una definizione di salute in linea con quella attuale sancita dall’OMS: salute come uno “stato di benessere fisico, psicologico e sociale”.

Il lavoro effettuato con l’Audiopsicofonologia (o Metodo Tomatis) si colloca in questa nuova prospettiva di salute, lavorando su diversi versanti al fine di promuovere il benessere della persona e il suo sviluppo, ossia permettendo all’organismo di realizzarsi nella sua interezza psichica e biologica. La persona attivamente coinvolta nella co-costruzione del suo benessere tende autonomamente verso la propria realizzazione.

Breve storia del metodo

L’Audiopsicofonologia nasce dalle ricerche di Alfred Tomatis, medico francese specializzato in otorinolaringoiatria. Il lavoro di ricerca del Professor Tomatis spaziò dai lavori con cantanti professionisti e i solo deficit vocali a quelli con gli operai, afflitti da ipoacusie selettive, degli arsenali dell’aereonautica militare arrivando a conclusioni illuminate sulla relazione tra ascolto e riproduzione del suono: “se si dà all’orecchio la possibilità di udire correttamente le frequenze perse o compromesse queste vengono istantaneamente e inconsciamente ristabilite nell’emissione vocale” e “ la stimolazione uditiva effettuata per un certo periodo di tempo modifica, per fenomeno di persistenza, la postura dell’auto-ascolto del soggetto e, di conseguenza, la sua fonazione” (Tomatis, L’orecchio e la vita, Baldini&Castoldi, 1992, pg 74). Ma non solo, tale processo di reintegrazione delle frequenze influenza positivamente anche le componenti emotive e relazionali della comunicazione ed anche le facoltà motorie e psicomotorie sono fruttuosamente coinvolte.

Altro ambito di ricerca di Tomatis fu quello relativo alle dinamiche di ascolto della vita intrauterina. L’ascolto e la comunicazione tra mamma e bambino cominciano fin dal quarto mese di gravidanza; secondo Tomatis la messa in opera di un filtraggio delle frequenze acute a discapito di quelle gravi (legate al metabolismo del corpo) permetterebbe al bambino di ascoltare durante la gestazione “la melodia della voce materna”. E sempre secondo Tomatis sarebbero proprio le frequenze acute, le prime percepite durante la vita intrauterina, a fornire per tutta la vita una ricarica preziosa per il nostro Sistema Nervoso.

I principi del metodo

L’Audiopsicofonologia come pedagogia dell’ascolto lavora sulla funzione vestibolare dell’orecchio, ossia sull’organo che si occupa della statica, della dinamica e dell’equilibrio corporeo. Il lavoro di ascolto agisce contemporaneamente anche sulla funzione cocleare dell’orecchio che decodifica il messaggio sonoro e che trasmette tali informazioni al Sistema Nervoso tramite vie specifiche e aspecifiche.

Coclea e vestibolo sono inscindibilmente connessi nel loro operato per dare vita a quella sinergia mente-corpo che rende l’individuo completo.

L’orecchio risulta essere, quindi, anello di congiunzione tra corpo e mente: il riequilibrio della funzione di ascolto per l’individuo diviene occasione per una maggiore centratura che gli consente un’interazione più efficace col suo ambiente. Attraverso la rieducazione dell’ascolto si rende quindi possibile per la persona l’esercizio di due facoltà: la capacità di auto-ascoltarsi (a livello delle proprie percezioni e sensazioni) e l’ascolto dell’altro da sé, dell’ambiente e dei suoi stimoli.

Strumenti di lavoro e risultati

Il Metodo Tomatis utilizza la musica di Mozart particolarmente ricca di frequenze e armoniche acute che dinamizzano il Sistema Nervoso e i canti gregoriani che riequilibrano quello vegetativo. I brani musicali vengono fatti ascoltare attraverso l’Orecchio Elettronico, un amplificatore a due canali grazie al quale lo stimolo sonoro in entrata permette ai muscoli dell’orecchio medio, staffa e martello, di lavorare in equilibrio e sinergicamente in un gioco di estensione e distensione. E’ questo equilibrio che facilita a sua volta il buon funzionamento dell’orecchio interno.

Un buon livello energetico consente di riflesso un buon equilibrio dal punto di vista emotivo, garantendo all’individuo un maggior numero di risorse per interagire con l’ambiente, nonché impedendo che emozioni inespresse rimangano solo a livello del corpo causando tensioni e somatizzazioni.

Ma non solo il processo audiopsicofonologico porta difatti alla diminuzione delle tensioni attraverso lo scioglimento di blocchi in postura e respirazione: l’ascolto permette anche un lavoro indiretto sulla postura, attraverso il lavoro del vestibolo, lavoro che si ripercuote anche sulla respirazione e quindi sull’eutonia dell’individuo.

Il lavoro con l’Aaudiopsicofonologia promuove e sostiene le competenze sociali derivate da una rinnovata modalità di ascoltare, comunicare ed entrare in relazione con se stessi e con gli altri e di percepire ed esprimere più accuratamente il proprio vissuto emotivo.

Le sedute di ascolto quindi coinvolgono i diversi livelli funzionali della persona: posturale, somatico, energetico, emozionale e cognitivo, componenti che, grazie ad un migliore funzionamento della facoltà di ascolta si riequilibrano e si integrano con armonia e naturalezza.

Ambiti applicativi

Il metodo, sfruttando il potenziale individuale, può essere applicato con differenti declinazioni in svariati ambiti: linguaggio, attenzione, concentrazione e memoria, sviluppo psicomotorio e affettivo, iperattività, relazione, comportamento e comunicazione, disturbi di natura psicosomatica, ansia e depressione, voce, canto e musica, problematiche uditive (ipoacusie, acufeni, sindrome di Menière e vertigini), ricerca personale e creatività, gravidanza e integrazione delle lingue straniere.

‎”Se ogni risveglio si caratterizza con un’apertura al discorso, è proprio perché non vi è niente che non sia linguaggio e niente che non sia ascolto. Non esiste nulla che sia indipendente: nessun atomo, nessun elettrone, nessuna particella possono vantarsi di essere così isolati. Tutto è soggetto al’ambiente, così come quest’ultimo è legato a ciò che lo circonda”. (Tomatis, Verso l’ascolto umano, Red Edizioni, 1979, pg 31 ).

Letture consigliate

  • TOMATIS Alfred, (1977), Educazione e dislessia, Torino, edizioni Omega.
  • TOMATIS Alfred, (1979), Verso l’ascolto umano. Como, Red edizioni.
  • TOMATIS Alfred, (1992), L’orecchio e la vita, Milano, Baldini&Castoldi.
  • TOMATIS Alfred, (1993), Dalla comunicazione intrauterina a linguaggio umano, Como-Pavia. Ibis.
  • TOMATIS Alfred, (1996), La notte uterina, Como, RED edizioni.
  • TOMATIS Alfred, (2005), L’orecchio e la voce, Milano, Baldini&Castoldi Dalai ed.

Veronica Ferrara e Adelaide Isabella

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