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La gioia di vivere: una musica per ridurre l’ansia


Ci fanno perdere la voglia e il piacere di guardare ad ogni nuova giornata fiduciosi: siamo stanchi ancor prima di cominciare a fare ciò che dobbiamo. Il senso di ansia, più o meno grave, diventa latente e compromette la qualità della nostra vita: ci stressiamo facilmente al lavoro, in famiglia, per la nostra salute e nelle relazioni con gli altri. Queste angosce incontrollabili ci fossilizzano senza via di scampo in alcune situazioni senza permetterci di cogliere la via di fuga o la soluzione a questo disagio.
Si diventa irrimediabilmente irrequieti e tesi. Il nostro corpo è tormentato da dolori muscolari, che da localizzati si fanno sempre più diffusi, diventa pressoché impossibile riuscire a rilassarsi e lasciarsi andare ad un sonno ristoratore. Siamo tormentati da disturbi psicosomatici quali crampi addominali, acidità di stomaco, diarrea o stipsi, sudorazioni e tachicardie, cefalee e vertigini.
Il corpo non è più presente, non è più vivo nelle relazioni ma subisce tutte le conseguenze delle nostre ansia: da protagonista dell’agire diventa vittima del pensiero inconsapevole. Ogni giorno ricominciare diventa un’impresa impossibile per chi si alza con la sensazione che il corpo spossato non risponda, che nessuno sia pronto ad ascoltare il grido della sua fatica, o che questo grido non riesca nemmeno ad uscire come paralizzato nella gola serrata, bloccato in un corpo non più motivato a comunicare. Ci si chiude sempre più in se stessi lasciando che un senso di depressione e impotenza conduca all’estraneazione dal mondo circostante. Non si ha più energia a disposizione e diventa sempre più difficile rimanere attenti e concentrati anche su piccole attività di pensiero.
Alle volte è necessario ripartire da questo corpo dimenticato, dal respiro bloccato dall’ansia, dall’energia che non sembra fluire. È necessario re-imparare ad ascoltarlo perché questo possa divenire il punto di partenza per la ri-centratura, per creare il punto di equilibrio dal quale dare inizio allo scambio col mondo. Il corpo è lo strumento attraverso cui il pensiero prende forma, sono entrambi parti di un sistema che, per manifestare al meglio il suo potenziale, devono lavorare in equilibrata sinergia. Il pensiero stesso però deve trovarsi in uno stato di buon equilibrio tra emozione e ragione affinché l’energia non si disperda inutilmente.
Ma chi controlla il corpo? Chi l’ascolta? Chi si occupa di gestire l’energia che dà nutrimento al pensiero? Chi ci permette di metterci in ascolto di noi stessi e degli altri? Sembrerà strano ma la risposta è l’orecchio.
Quest’organo di senso, nella sua parte interna, è costituito dall’apparato vestibolare (utricolo, sacculo e canali semicircolari) e da quello cocleare. Il primo ha il compito di tenere sottocontrollo il corpo, nella sua interezza, dal punto di vista della statica, della dinamica e dell’equilibrio spaziale. Il secondo invece svolge la funzione di decodifica dei messaggi sonori che dall’esterno raggiungono il Sistema Nervoso Centrale, e non solo, rifornisce il Sistema Nervoso di energia utilizzabile per svolgere le attività di pensiero. Ed è proprio a partire da questi presupposti circa le diverse funzioni svolte dall’orecchio che nel 1947 hanno avuto inizio le ricerche e gli studi del prof. Alfred A. Tomatis (1921 – 2001), studi che l’hanno condotto a formulare i principi di base dell’Audiopsicofonologia.
L’Audiopsicofonologia è una disciplina che, approfondendo lo studio degli aspetti fisiologici e psicologici dell’udito e del linguaggio, ha messo in luce l’importanza fondamentale della funzione uditiva in tutti gli aspetti della maturazione dell’individuo, fin dalle prime fasi di sviluppo. La metodica offre uno strumento pedagogico e terapeutico in grado di abbracciare una pluralità di ambiti che hanno un denominatore in comune: l’ascolto.
Secondo Tomatis se sentire vuole dire percepire un qualsiasi messaggio sonoro, ascoltare vuol dire anche decodificarlo, memorizzarlo ed elaborare una risposta adeguata, e in tutto ciò gioca quindi anche la volontà di prestare attenzione. Per questo la facoltà di ascolto, che è quindi una funzione elitaria del nostro orecchio, può essere educata attraverso una stimolazione sonora che permette all’orecchio interno di svolgere al meglio le sue funzioni di cui sopra.
Il metodo Tomatis, lavorando su diversi versanti, ha il fine di incentivare il benessere della persona promuovendone lo sviluppo, ossia permettendo all’organismo di realizzarsi nella sua interezza psichica e biologica. La persona viene attivamente coinvolta nella co-costruzione del suo benessere e può tendere autonomamente verso la propria personale realizzazione.
L’Audiopsicofonologia come pedagogia dell’ascolto lavora sulla funzione vestibolare dell’orecchio con ripercussioni a livello del corpo e contemporaneamente lavora sulla coclea che è strettamente collegata al sistema nervoso; coclea e vestibolo risultano però a loro volta inscindibilmente connessi nel loro operato dando vita a quella sinergia mente-corpo che rende l’individuo completo.
L’orecchio è l’anello di congiunzione tra corpo e mente, il riequilibrio della funzione di ascolto per l’individuo diviene occasione per lui di una maggiore centratura che gli consente un’interazione più efficace nel suo ambiente. Attraverso la rieducazione dell’ascolto si rende quindi possibile per la persona l’esercizio di due facoltà: la capacità di auto-ascoltarsi (a livello delle proprie percezioni e sensazioni) e l’ascolto dell’altro da sé, dell’ambiente e dei suoi stimoli.
Il lavoro di ascolto, effettuato con particolari filtraggi musicali, permette di fornire una stimolazione sonora particolarmente ricca nella gamma di frequenze acute, caricando la persona di un’energia positiva. Un buon livello energetico consente di riflesso un buon equilibrio dal punto di vista emotivo, garantendo all’individuo un maggior numero di risorse per interagire con l’ambiente, nonché impedendo che emozioni inespresse rimangano solo a livello del corpo causando tensioni e somatizzazioni. Viene generalmente utilizzata la musica di Mozart perché utile alla dinamizzazione della persona e i Canti Gregoriani che invece agiscono a livello del sistema vegetativo, sincronizzando i ritmi respiratori e cardiaci
Ma è soprattutto tramite il lavoro sul nervo vago e ai suoi collegamenti con la membrana timpanica che si va ad agire sul sistema vegetativo: l’orecchio tramite esso è in comunicazione con la laringe, il cuore, i polmoni, il fegato, la vescica, i reni, gli intestini. Padrone delle vie vegetative e viscerali il vago sembra infatti legarsi a somatizzazioni di vario genere quali asma, otiti, riniti, disturbi alimentari e digestivi. (Tomatis, 1979). Tomatis ne “l’Orecchio e la vita” (1977, pg 111) racconta di come una rinnovata modalità di ascolto conduca a cambiamenti notevoli anche sul piano fisico e fisiologico: “ In altri soggetti in cui avevo imposto forme di ascolto differenti, apparivano fenomeni di altro genere: alcuni cambiavano postura, stavano sempre più dritti, la testa leggermente inclinata in avanti, altri presentavano un’accelerazione o un rallentamento del ritmo cardiaco ecc. Tutta la loro vita neurovegetativa veniva messa sottosopra.
Un lavoro di rieducazione all’ascolto risulta ideale per le persone afflitte da stati d’ansia e di angoscia, permettendo un intervento su diversi livelli in maniera integrata: respiro e funzionalità legate al sistema neurovegetativo, tensioni e rigidità muscolari, lavoro sulle emozioni per dare energia senza sovra-eccitare l’organismo. I benefici effetti dell’ascolto, dalla ricarica energetica alla maggiore centratura ed equilibrio emotivo fino ad una rinnovata consapevolezza del corpo, sono finalizzati ad una migliore gestione delle situazioni di stress e all’aumentare del senso di efficacia percepita. Il lavoro con l’Audiopsicofonologia permette quindi di ricreare la fiducia nella capacità di ascoltare e capire i messaggi del nostro corpo. Il poterci nuovamente fidare delle nostre sensazioni ci consente nuovi slanci e ci dà la possibilità di affrontare le sfide col quotidiano con la giusta serenità, considerando le emozioni come una guida nelle nostre scelte e non più solo un limite.

Adelaide Isabella 3381838901
Veronica Ferrara 3396007657
Ascoltotomatis@gmail.com

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