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La divinazione

La curiosità nei confronti del futuro e la volontà di conoscere l’ignoto rispondono a bisogni primordiali e hanno caratterizzato l’intera storia umana. Si manifestano sotto forma di divinazione o mantica dalla notte dei tempi. L’uomo primitivo riponeva grande fiducia in questa tecnica in un mondo in cui labili erano i confini tra scienza e magia. Trasversale a tutte le culture ed esclusa in maniera tassativa da religioni quali Cristianesimo, Ebraismo e Islam è stata osservata dagli studiosi e antropologi in tutte le sue manifestazioni ma non smette certo di affascinare i più risvegliando le più recondite curiosità di ognuno di noi.

Si tratta di conoscenze provenienti dal mondo del sovrannaturale attraverso la mediazione di un intermediario : un indovino, un vate. Perché rivolgersi ad un indovino? La volontà di conoscere quel che sarà attraversa l’esperienza di tutti, ma nei momenti di crisi o difficoltà questo volere si concretizza in bisogno. L’insoddisfazione riguardo al tempo presente, in momenti di malattia o delusione personale,  ma anche l’imminenza di un evento particolare o di un cambiamento importante sono tra le principali motivazioni che spingono alla ricerca di una consultazione.

Ogni popolo ha la sua modalità dettata dalla storia e dai retaggi culturali e religiosi. Oggi, nel nostro mondo senza più confini, si mescolano le arti divinatorie di ogni provenienza: dall’Astrologia alla Caffeomanzia ( divinazione dei fondi di caffè ), dalla Cartomanzia alla Chiromanzia ( divinazione dei palmi delle mani ), passando attraverso I Ching

( divinazione per mezzo dell’omonimo libro sacro taoista ), Radioestesia ( divinazione di “radiazioni” per mezzo di pendolino o altri strumenti ) approdando alla più familiare e tradizionale Taromanzia ( divinazione dei Tarocchi ). La lista delle arti mantiche sarebbe molto più nutrita ed è destinata ad allungarsi in coincidenza con l’insicurezza dilagante e con la povertà di risposte a cui ci stiamo abituando e rassegnando.

Il mondo dell’ignoto e della divinazione, così strettamente connesso a quello della spiritualità, risponde ad una necessità legittima ed innocente con cui è positivo confrontarsi senza paura o vergogna. Resta una realtà impervia, dove orientarsi è tanto difficile quanto facile è il rischio di perdersi. Bisognerebbe guardare ai Tarocchi, alle Rune o alla carta astrale con interesse e curiosità ma accogliere la predizione in qualità di consiglio o ispirazione senza mai affidarsi e abbandonarsi alle loro risposte. La risposta, in fondo, è già dentro di noi.

Info sull'autore

Veronica Falcone collabora dal 2009 con il Gruppo Anima in qualità di responsabile della Libreria Ecumenica e ora della redazione di Anima News per cui ha scritto articoli anche in passato. Laureata in Lettere con una tesi in Indologia è da sempre appassionata di letteratura e cultura orientale. Si interessa di alimentazione naturale, etica e vivere sostenibile. Scrive articoli su queste tematiche per varie testate giornalistiche e cura un blog di sperimentazione letteraria.

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