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Sull’iridologia.

iride

L’occhio è la lucerna del corpo. Se il tuo occhio è terso, tutto il tuo corpo sarò illuminato, ma se il tuo occhio è malato tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre”,  così troviamo scritto dall’apostolo Luca, medico, nella Bibbia.

 

L’ Iridologia è una tecnica potente di indagine attraverso i propri occhi in un preciso momento. L’attenzione all’occhio e alla sua mappa, che si manifesta attraverso colori, segni, pigmenti presenti in zone ben precise delle fibre iridee, corrispondenti, in ben determinate posizioni sulle stesse iridi, ai vari organi e alla struttura intera dell’organismo, è nata con la nascita dell’uomo.

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L’occhio è stato da sempre inteso come organo che oltre alla sua funzione anatomica, ha una capacità di manifestare e monitorare ogni malattia, potendo prevedere anche 10 anni prima la manifestazione di questo squilibrio, a livello fisico.

Nel mondo occidentale la storia della Iridologia ha inizio con Ippocrate di Cos (460-377 a.C.), considerato discendente del divino Esculapio, fondatore dell’arte medica occidentale.

Ippocrate aveva studiato in Egitto e la scienza egizia discendeva dalla Mesopotamia (ora Iraq 1000 a.C. ) che a sua volta era in relazione con quella Indiana e con i Caldei 3000 a.C.

I sacerdoti Mesopotamici, grandi astronomi, vedevano nell’iride una proiezione della volta stellare e studiavano su di essa le influenze costituzionali che derivavano agli uomini dal loro tema natale.

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Nel XVI sec. Paracelso dice “considerate con quale arte sia costruito l’occhio e con quanta mirabile finezza il corpo abbia impresso la sua anatomia nella sua immagine”.

L’ Iridologia moderna nasce grazie al medico ungherese Ignaz Von Peczely di Budapest (1826-1911) che nel 1873 pubblicò in lingua magiara il primo libro sistematico sulla iridologia.

Tra i tanti iridologi di fama mondiale cito l’americano Bernard Jensen. Laureatosi in medicina e chirurgia, si dedica ai disturbi legati alla cattiva nutrizione e agli effetti della alimentazione sulla salute dell’ uomo, studiandoli attraverso la Iridologia e seguendo i vari iter, attraverso i segni che si manifestano durante il percorso, sulla trama iridologica.

Prendendo in esame la parola diagnosi (dal greco  dià = attraverso e gnosis = conoscenza) capiamo che rappresenta la procedura di ricondurre un fenomeno o gruppi di fenomeni, dopo averne considerato ogni aspetto,  ad una categoria.

Il termine è frequentemente usato in medicina. Serve a riconoscere una malattia (categoria) in base a dei sintomi o dei “segni” (fenomeni), i primi manifestazioni soggettive presenti nel paziente, i secondi evidenti anche al medico. L’insieme dei sintomi e segni (fenomeni) di cui alcuni specifici detti patognomonici ed altri più o meno generici, caratterizza il quadro clinico di una malattia.

L’insieme dei metodi di diagnosi si chiama diagnostica che può essere:

  • Strumentale quando si avvale di apparecchiature o strumenti particolari (come accade in ecografia, endoscopia, radiologia, ecc.)  e                                                                                                             
    • Clinica (dal greco kliné, letto) quando si basa sull’esame diretto del paziente da parte del medico.

 

L’indagine iridologica in realtà si avvale di entrambe le caratteristiche

strumentale, in quanto utilizza un apparecchio detto iridoscopio  e di un esame diretto del paziente da parte del medico possibilmente prima che questo arrivi in un letto di clinica. Una cooperazione delle due metodiche è la cosa da auspicare per un futuro in evoluzione positiva.

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Il procedimento diagnostico è articolato in momenti diversi

Anamnesi: indagine sulla storia clinica del paziente che viene interrogato direttamente o desunta dal racconto dei familiari. Serve a raccogliere i dati riguardanti i precedenti familiari e personali oltre che quelli fisiologici e patologici sia remoti che recenti.

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Attraverso l’indagine delle iridi, questa anamnesi viene fuori dalla trama colorata dei due occhi. Ciascun organo viene proiettato in punti ben precisi e valutando la struttura o particolari eventuali segni nel tratto corrispondente, si può evidenziare e valutare se ci sono delle problematiche in atto ed anche se queste derivano geneticamente dal genitore o da nonni. Normalmente l’iride Dx riporta le caratteristiche discendenti dal lato paterno, quella Sx quelle discendenti dal lato materno.

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Nell’iride Dx qui riportata, si nota nell’area del polmone (posizione ore 9, iride Dx) una trama come spugnosa, non uniforme, che fa pensare ad un non buon funzionamento di quest’organo. Chiedo alla signora interessata, accompagnata peraltro da suo padre, se per caso fumasse. Mi risponde di no e suo padre che  conferma di fumare, però solo qualche sigaretta al dì , ricorda, mentre si svolgeva l’indagine, che suo nonno era un ostinato fumatore di pipa, che se la portava addirittura a letto, tant’è che il labbro, in corrispondenza della cannula, presentava un profondo solco.

Questo episodio la mia paziente lo apprendeva in quella sede per la prima volta in vita sua. Vi lascio immaginare la sua espressione di stupore!

2)  Semeiotica: esame del paziente alla ricerca dei sintomi e dei segni presenti.

In questa fase il medico si avvale delle classiche manovre

  • ISPEZIONE (di cute, mucose, ecc.)
  • PALPAZIONE (dell’addome, ecc.)
  • PERCUSSIONE (del torace, ecc.)
  • AUSCULTAZIONE (del cuore, del torace, ecc.)

 

Tutti questi organi, vengono ben riportati sulle iridi. L’iride Dx riporta, per esempio,  la parte dx del torace, la sx quella corrispondente. La zona del cuore, con le sue valvole e muscolatura, è ben evidenziata in entrambe le iridi.

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Cute e mucose sono riprodotte nel loro stato in modo eccellente nella parte dell’orlo irideo esterno.

La zona dell’addome, comprendendo fegato, colecisti, pancreas, milza, stomaco ed intestini, compreso lo stato dei nervi che interessano queste zone viene da noi  stessi espresso sulle iridi in modo davvero esemplare e su entrambe le iridi. Immaginando di dividere il corpo con una linea verticale dalla testa ai piedi le due iridi riportano le parti corrispondenti di tali organi. 

3) Valutazione del quadro clinico e comparazione analogica dello stesso a quelli di malattie caratterizzate dai medesimi segni e sintomi.

Attraverso l’indagine iridologica, la comparazione del quadro e non necessariamente clinica, è del tutto soggettiva e personalizzata. Certo ci può essere in atto una colite, per esempio, come quella di altri individui, ma questa manifestazione viene messa in correlazione con tanti altri parametri del tutto personali.

 

4) Diagnostica differenziale: discriminazione tra le patologie analoghe che vengono progressivamente eliminate in base alla presenza o assenza di altri sintomi e segni. In questa fase risultano determinanti le indagini strumentali. Esiste anche una diagnostica differenziale, effettuata con l’uso di software specializzati. Questo tipo di diagnostica, nulla toglie al medico che valuta di volta in volta i risultati offerti dal software.

Perché allora discriminare tra l’osservare per esempio i propri polmoni eco graficamente o endoscopicamente o radiologicamente e l’osservarli attraverso le proprie iridi, visto che queste si comportano da sempre come degli schedari che registrano e il passato e il presente? Così facendo sarebbe porre in atto una sinergia di intenti che la stessa OMS propone.

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Una volta raggiunta la certezza di una diagnosi,  è possibile stabilire se quella malattia è curabile e con quale tipo di terapia: farmacologica, dietetica, chirurgica, ecc.

Con et cetera si intende:  fitoterapia, omeopatia, shiatzu, cromoterapia, riflessologia plantare, elioterapia, terapia con acque e fanghi, ayurveda, osteopatia, idrocolonterapia e tante altre, possibilmente prima di arrivare ad una chirurgia!

La malattia non fa parte del progetto dell’organismo; i sintomi di una malattia indicano che c’è uno squilibrio nello stesso e che questo sta cercando, impegnando il sistema immunitario ed altre strategie come la febbre, infezioni, infiammazioni, ulcere e dolore e, nei casi più gravi, cancro e formazioni di placche all’interno delle pareti delle arterie, di impedire un grave danno. Noi ci ammaliamo quando appunto il sistema immunitario è represso e il corpo è sovraccarico di prodotti tossici di scarto accumulati in varie zone. Per  curare “con successo” i sintomi reprimendo gli sforzi curativi dello stesso organismo spesso è necessario far ricorso a farmaci tossici, radiazioni o interventi chirurgici.

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Se si pensa di dover essere costretti ad intervenire in questo modo, va bene.

Ma pensiamo poi di riequilibrare il terreno? Di cambiare tipo di alimentazione e stile di vita? Di imparare a ben respirare per ossigenare al massimo tutti i tessuti dei vari organi? Di introdurre buona acqua e alimenti che ci nutrono e che ci danno energia e non che  ci intasano soltanto?

L’osservazione del proprio corpo attraverso le iridi, può manifestare eventuali scompensi anche 10 anni prima che questi si manifestino come “malattia”.

Meglio ancora quando la diagnosi viene fatta prima ancora che la malattia dia segni e sintomi evidenti al paziente e al medico. Questa diagnosi formulata in fase preclinica (cioè prima di arrivare a letto in ospedale) è legata esclusivamente ad indagini strumentali, che per questo motivo vengono largamente impiegate negli screening. Tra queste, sono di particolare rilevanza la mammografia, radiografia del seno, la gastroscopia, indagini endoscopiche e quelle ecografiche.

Effettuare una indagine iridologica ed una sulla sclera come doppia indagine di conferma, è come fare una risonanza magnetica dell’intero organismo.  Dopo aver effettuato tale osservazione ad ingrandimenti che vanno da 10 a 40 volte la grandezza reale  ed aver evidenziato una anomalia in uno o più organi, allora, in modo mirato, volendo, si può andare ad effettuare uno  degli screening sopra citati.

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