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I pericoli della via facile

La speranza è uno dei doni più meravigliosi fra quelli che l’anima dell’uomo serba dentro di sé. Grazie ad essa possiamo affrontare ogni durezza e difficoltà; anche quando siamo nel buio, la speranza ci guida con la sua luce, come un faro per la nave persa nella tempesta.

Tuttavia a fianco della speranza c’è un insidioso tranello, che ha tratto molti in errore, e che continua tuttora a sviare moltissimi, come il canto delle sirene per la nave d’Ulisse.

C’è infatti sempre il rischio di perdere contatto con la realtà, chiudere gli occhi di fronte agli ostacoli e le amarezze, e sostituirle con belle e dolci illusioni. Se la speranza è uno stimolo per lottare ed affrontare le diversità, l’illusione facile è l’esatto opposto, ovvero una vile e spregevole ritirata da quella battaglia che è la vita.

La via facile è una tentazione davvero difficile da resistere. E’ far finta che non ci sia un problema, per non dover far la fatica di risolverlo. E’ voltarsi dall’altro lato quando si vede la sofferenza: come se spostare lo sguardo sulla gioia e la bellezza fosse un modo per risolvere i problemi.

Anche l’esatto opposto è un errore: non bisogna certo vedere la sofferenza ovunque, combattendo sempre, senza mai godersi la vita. Ma fuggire continuamente i problemi, sforzandosi di rimanere ignari dei pericoli come la cicala delle fiabe, alla lunga diventa un gesto vano: la realtà ha mille modi di raggiungerci, e non c’è fuga veloce abbastanza da lasciarla definitivamente alle spalle.

Guardatevi da un eccesso di ottimismo: è il sintomo che non avete la forza d’animo per affrontare i problemi. Ma guardatevi anche da esagerare nel pessimismo: significa che non avete la forza d’animo per essere felici.

Mentire a sé stessi è la via facile, perché non c’è cosa più difficile che essere sinceri con sé stessi.

Esaminiamo le nostre convinzioni, le nostre credenze, i nostri valori, il nostro modo di vivere. Chiediamoci: quante di queste cose ci fanno veramente crescere, e quante invece sono soltanto riassicurazioni bonarie per farci addormentare?

La via facile è simile alla fuga nei paradisi artificiali; è come prendere un sonnifero per disertare una battaglia che sta volgendo male. Ma mentre dormiamo tranquilli e beati, fuori intanto la battaglia continua ad infuriare, e anche se stiamo sognando ci rimaniamo comunque in mezzo!

Il cammino per migliorarsi e far crescere e fiorire propria anima non è certo per tutti. Ci vuole una certa dose di crudeltà con sé stessi, e sono tanti quelli che preferiscono rimaner fermi piuttosto che svegliarsi dalla dolce illusione. Ancor peggio: si finisce per credere che proprio tale illusione sia la crescita personale!

Amiamo raccontarci favolette rassicuranti sul nostro conto, più o meno come si fa con i bambini, per non esporli alla crudeltà del mondo. In questa maniera cerchiamo di rimanere noi stessi nell’infanzia, in quel mondo fatato e dolce, ovattato, così lontano da responsabilità e doveri.

Non c’è niente di male nell’infanzia, anzi, è uno dei miracoli più commoventi dell’uomo. Ma c’è un tempo per ogni cosa, e non c’è cosa più brutta da vedersi di un adulto infantile e bambinone, perché in esso la meravigliosa ingenuità dei bimbi non è fiorita, non è giunta a compimento, ma è rimasta chiusa su sé stessa, finendo per diventare la parodia di sé stessa.

Per diventare spiritualmente adulti occorre affrontare la realtà su sé stessi: bisogna accettarsi, comprendere che non siamo soltanto buoni e belli e virtuosi, così come ci è piaciuto credere finora, ma che in noi c’è anche il male ed il brutto e la debolezza. Soltanto allora saremo in grado di affrontare questa nostra parte, di affrontarla e di migliorarla; altrimenti continuerà ad esistere ed agire a nostra stessa insaputa, mentre noi ce ne stiamo come struzzi con la testa nella sabbia.

Quanta amarezza quando ci guardiamo veramente, sinceramente, per la prima volta! Non è meglio tener lontani da sé tutta questa bruttura, tutta questa colpa? Non è più facile e bello addossarla agli altri? Individuare un nemico e caricarne la figura di ogni nefandezza è il modo migliore per evitare l’esame di coscienza, per non ammettere la paternità di quelle mostruosità.

Potremmo chiederci: in fin dei conti che male c’è a rinunciare? Cosa c’è di sbagliato a percorrere la via facile?

Purtroppo sono in molti ad aver capito lo sconfinato potere d’attrazione della via facile, e ad usarlo come strumento di potere, su tutti i livelli.

Pensateci: c’è un grave problema, e ci viene offerta da un lato una soluzione irta di fatiche e sacrifici, e dall’altra un promessa illusoria e generosa. Quanti di noi, in tutta onestà, resisterebbero alla tentazione di quest’ultima?

La promessa infondata è una delle forme di controllo più efficienti ed economiche! E’ un po’ come quando si pesca: attorno all’amo si mette una succulenta esca, per attirare il malcapitato pesce con l’illusione di un buon pranzetto.

Arricchirsi senza lavorare, avere senza pagare, ottenere senza faticare: tante esche irresistibili, e non manca certo chi abbocca! Ricordate: alla fine colui che si arricchisce veramente è il truffatore che promette ricchezze facili ai sprovveduti!
Ecco la vera natura della via facile: non solo ci impedisce di progredire spiritualmente, ma finisce per portarci alla rovina.

La scelta sta a noi: possiamo aprire gli occhi e rinunciare alle nostre amate bugie, o dimenticare più in fretta possibile queste parole, e ritornare al guscio che ci siamo siete costruiti per nasconderci e proteggerci dalla realtà.

Info sull'autore

Francesco Boer è ragioniere ed alchimista, scrittore, falso profeta, poeta e ciarlatano. Dopo essersi diplomato con il massimo dei voti all’Istituto Tecnico Commerciale di Staranzano (GO), intraprende un vagabondaggio di quattro anni, che lo porterà ad attraversare l’intera Europa. E’ proprio durante uno dei suoi burrascosi viaggi che Francesco impara l’arte della magia ed i segreti più profondi delle scienze esoteriche, anche se la vera identità del suo maestro rimane tuttora un segreto. Dal 2005 Francesco presta servizio alla corte del Re di Svezia in qualità di santo della Chiesa Cattolica, ma nel 2007 viene scoperto ed è costretto a fuggire. Dal 2008 al 2012 ha vinto a più riprese sia il premio Strega che il premio Bancarella, usando però di volta in volta un differente pseudonimo. Parla fluentemente sette lingue, anche se spesso i suoi interlocutori non lo capiscono. Nel curriculum di Francesco, inoltre, non manca l’arte figurativa: è infatti uno dei più noti scultori di burro a livello europeo. Nel 2012 ha pubblicato con l’Editore Mursia "Ufficio Magico", un libro sulla magia aziendale, al tempo stesso un manuale di incantesimi ed un romanzo. Con la magia aziendale è possibile gestire lo stress lavorativo ed avere una marcia in più per fare carriera; ma è anche un potente strumento per la crescita personale e spirituale. Sempre nel 2012, con le Edizioni Segno, è uscito il libro “Guerra alla Dea Madre”: è la storia di un soldato americano che si ritrova catapultato in Macedonia, in quella che credeva essere una normale missione di peacekeeping, ma che si rivelerà gradualmente essere una sanguinaria ed onirica caccia alle streghe.

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