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Il giardino degli abbracci: Healing Garden per l’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano.

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Nell’ambito di una ristrutturazione generale, l’Azienda Ospedaliera San Carlo Borromeo di Milano, ha pensato di inserire – come miglioria – all’interno del piano di manutenzione del verde, la realizzazione di un Healing Garden, “Giardino Terapeutico”.

Tale giardino è il frutto della collaborazione, in un primo tempo, tra il Day Hospital psichiatrico del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera, con riferimento alla dott.ssa Clara Agosti, e la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, nell’ambito del Corso di Perfezionamento, post lauream, “Healing Gardens – Progettazione del verde nelle strutture di cura”.

Successivamente, si è giunti alla fase di progettazione esecutiva, a cui hanno partecipato, a titolo gratuito, l’Arch. Paesaggista Chiara Moroni, l’Arch. Ph.D Federica Poggio e l’Arch. Alessandro Uras.

I lavori sono cominciati lo scorso ottobre 2014 e termineranno entro la primavera del 2015.

Perché un Healing Garden? Cos’è?

Si tratta di un giardino, progettato e pensato in modo tale che possa aiutare e sostenere persone, medici, pazienti, in maniera trasversale. Si tratta di un supporto. Di un aiuto.

Sappiamo tutti che la Natura è il luogo dove chiunque riesce a rigenerarsi.

Ciò accade spontaneamente, biologicamente, chimicamente e fisiologicamente, in maniera più o meno consapevole.

La Natura è il luogo nel quale tutti noi cerchiamo rifugio: quando siamo esausti dal carico di stress che accumuliamo nel corso del nostro frenetico quotidiano. Di per sé, questa serie di significati, basterebbe, ma, in realtà, non è solo questo.

I punti che abbiamo ritenuto fondamentali durante la redazione del progetto sono stati:

Integrazione tra le diverse figure professionali per abbracciare tutti gli ambiti della progettazione;

Confronto e Ascolto Interazione con l’èquipe terapeutica e con i pazienti del Day Hospital.

Elementi Costitutivi Del Progetto:

Due Aree principali:

Il Giardino degli abbracci: un percorso percettivo e sensoriale formato dall’alternarsi di aiuole a cumulo con specifiche specie erbacee, arbustive ed arboree;

L’orto sinergico: un percorso che si sviluppa tra aiuole coltivabili e il frutteto.

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IL GIARDINO DEGLI ABBRACCI

Percorso sensoriale Un percorso sinuoso con differenti gradi di pendenza e differenti punti visivi catalizzanti: gli Abbracci. Gli Abbracci sono aiuole, a cumulo, costituite da differenti specie arbustive ed erbacee perenni, ognuna con una differente cromia, proprio per stimolare, in chi percorre il sentiero, diverse emozioni. I colori vanno dal rosso, al giallo-arancio, al lilla-azzurro, al rosa fino a concludersi con il bianco. Le specie che verranno impiegate sono state scelte anche per la loro forma, la loro grandezza, la loro consistenza e superficie fogliare, il loro profumo, la mutabilità e trasformazione durante le stagioni, il loro possibile impiego (in cucina, in profumeria, in artigianato, arte …) il loro valore simbolico.

Questo per estendere a più campi possibili il loro immenso valore, che trascende la loro esplicita bellezza, per poter stimolare tutti i sensi e sviluppare percorsi didattici, terapeutici, conoscitivi, divulgativi.

Percorso percettivo uditivo Verranno disposti in punti strategici del percorso elementi sonori, di diversa grandezza e differente vibrazione per stimolare e suscitare differenti emozioni.

Prato fiorito Tutto il percorso è inserito in una grande area a prato, una parte di essa verrà realizzata con l’uso di sementi di erbacee perenni, che favoriscono l’arrivo di farfalle: quindi l’erba non verrà tagliata spesso, verrà invece lasciata libera di esprimersi, fiorire e sbocciare, semplicemente di “Essere”.

Gruppi Arborei Abbiamo dedicato una particolare attenzione anche all’aspetto arboreo: “Le Grandi Chiome”. Rivestono un ruolo di grande importanza, sia perché rappresentano l’essenza stessa della “Vita” ed anche da un punto di vista simbolico rappresentano il “Grande Equilibrio” dell’Essere: ben ancorati grazie alle profonde radici, ma mantenendo menti aperte che s’alzano verso l’infinito. Inoltre all’interno del percorso gli alberi sono stati posizionati in modo tale da offrire sia piccoli momenti di sosta, che un vero e proprio “boschetto ombroso” da attraversare… lasciando che ognuno possa avere libertà d’immaginazione, per trarre il massimo benessere dal contatto con il luogo.

Orto Sinergico

Percorso sinuoso Anche qui un percorso sinuoso! Eh già: ma in natura esistono linee rette?! Crediamo di no. Questo percorso si sviluppa intorno a delle aiuole circolari a cumulo, pacciamate, dove poter coltivare tutto ciò che si desidera. Restando fedeli ai dettami di una coltivazione organica, rigenerativa e senza l’uso di pesticidi, grazie alle consociazioni delle differenti specie impiegate (frutta, verdura, aromatiche, erbacee..) e dall’utilizzo di fertilizzanti naturali prodotti in loco. Questo tipo di orto rappresenta una grande occasione di scambio e confronto. Il momento dove “ci si prende cura di sé stessi e dell’altro” in un processo lungo un anno: cercando di vivere, ancora una volta i cicli naturali. Chi parteciperà al lavoro dell’orto affronterà le sfide della natura e del costruire il senso di collaborazione reciproca, del saper e dover aspettare, del saper gioire, rischiare magari di perdere tutto. La Vita è una ruota che gira, un ciclo di eventi, come le stagioni, in grado di mostrarci tutte le possibili e incredibili meravigliose strade che possiamo percorrere. Verranno costituiti laboratori didattici, corsi di orticoltura, percorsi terapeutici, scambi di saperi, di semi di diversa provenienza.

Il pergolato Verrà realizzato in pali di legno di castagno scortecciato, sarà ricoperto da delle bellissime rose Kifsgate, pronte a inondare di meravigliosi fiori bianchi le primavere, colorando il grigio inverno, con mazzi di bacche rosse! Sarà un piccolo luogo di incontro, dove lavorare all’aperto, mangiare e preparare il materiale dei corsi. Oppure, semplicemente, un posto dove riposare e contemplare il proprio lavoro a fine giornata.

La Grande Quercia Alla fine del percorso, dopo aver piantumato, raccolto e accudito l’orto è sempre bello trovare un momento per stare insieme, per raccontare le proprie esperienze: cosa si è provato, cosa si è fatto. Ascoltare le storie di altri e raccontare la propria: piantare in questo punto una grande Quercia, per il valore simbolico intrinseco e per le sue dimensioni ci è sembrato perfetto per far sentire le persone accolte e protette. Al sicuro.

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In sintesi vi elenchiamo il valore che noi attribuiamo a questo intervento:

• Prima di tutto si tratta di un sistema desiderato e voluto per uno scopo ben preciso: offrire un luogo che permetta, alle persone all’interno dell’ospedale, di poter uscire dall’ambiente chiuso sanitario.

Questo intento vale per tutti. Pazienti di tutti i reparti, parenti dei pazienti in visita, tutti gli operatori che lavorano all’interno dell’ospedale – senza distinzione di ruolo o gerarchia – fruitori occasionali.

 

Questo prezioso obbiettivo ci sta particolarmente a cuore, perché ci è fin troppo chiaro che chi va in ospedale, purtroppo non lo fa per piacere e spesso le emozioni ad esso associate sono negative: paura, stress, angoscia, tristezza…

Oggi è solo un giardino, ma un domani sarà un punto di riferimento sociale, informativo e divulgativo.

Quanti di noi devono sottoporsi ad interventi? Quanti di noi sono costretti a confrontarsi con la malattia? E quante cose non sappiamo del luogo in cui ci dobbiamo recare? Bene, desideriamo che il Giardino diventi un luogo di INFORMAZIONE NEUTRO, uno spazio che possa offrire un momento per riflettere, conoscere, familiarizzare con i cambiamento che stiamo vivendo.

Un luogo di cura e terapia

Studi medici e test scientifici che sono già stati condotti in altri stati europei e negli Stati Uniti d’America, ci ricordano quanto un luogo naturale possa davvero ridurre lo stress, ridurre l’ansia, ridurre i tempi di degenza, ridurre il consumo di farmaci.

Un luogo di scambio e accoglienza

Quante persone si sentono emarginate e impossibilitate di fare ancora qualcosa? Quanti si sentono soli? E magari invece avrebbero ancora molto da offrire in termini di entusiasmo, conoscenze, capacità e volontà? Bene, il giardino potrebbe diventare uno spazio aperto di vera condivisione e aiuto per le persone che abitano il quartiere.

Un luogo didattico

Scuole, associazioni di volontari, contadini, cittadini, un luogo davvero per tutti, dove poter imparare, apprendere e aiutare.

 

Infine è il primo passo di una ricerca scientifica a sostegno del tema.

 

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