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Fai sbocciare la tua realtà

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ISTRUZIONI PRATICHE PER VINCERE OGNI OPPOSIZIONE

La realizzazione delle possibilità del nostro essere si effettua attraverso una attività che è sempre interiore, anche se la manifestazione visibile porta a focalizzarci sugli effetti palesi, anziché sulle cause non sempre individuabili del nostro agire.

Il dispiegamento del nostro essere si esercita a partire dal centro del nostro agire cosciente:  realizzando l’unità di pensiero, azione e intenzione.

Non ti nascondo le difficoltà del cimento: dovendo per di più fare i conti con impressioni mentali dannose, create da noi stessi, a cui abbiamo colpevolmente concorso per inerzia,  guardando il mondo con gli occhiali del pre-giudizio.

Ma il beneficio apparente  che  ne abbiamo  tratto è  durato  un battito di ciglia:  e senza aver fatto nulla per arrestarne il deterioramento, ci troviamo ad avere la vista irrimediabilmente compromessa,  da non riuscire più a scorgere nell’animo umano la preziosità.

Tali impressioni mentali, veri e propri Golem a cui abbiamo instillato vita, registrate dalla nostra mente più o meno consapevolmente,  ad ogni frazione di millesimo di tempo scindibile, non rimangono a lungo tranquilli al chiuso del nostro subcosciente:  ma,  una volta uscite dalla mente e archiviate, verrà  il giorno del loro “sbocciare” improvviso, senza alcun legame di causa ed effetto tra pensieri, azioni e parole “dell’oggi”.

Che aspetto avranno, questi “golem”,  quando sbucheranno con nostra sorpresa  e noi esclameremo:

“E’ colpa tua!” oppure:  “Io faccio tanto per te e tu mi ricambi in questo modo!” e ancora: “Tanto non meriti quello che hai raggiunto, verrà il momento che ti dimostrerò chi era tra i due a valere!” e, fino, al parossismo:  “Non ti sopporto più, hai la capacità di farmi  salire il sangue alla testa dalla rabbia!” e via di questo passo.

Come potremmo definire queste manifestazioni “viventi” della nostra coscienza? “Nemici”? “Opposizioni”? “Casus belli”?

Fatto sta che non potremo più imputare ad altri ciò di cui siamo unici responsabili.

Il Tao, che è il precursore del principio di sincronicità – di più contemporanea acquisizione – apparentato ai “nessi a-casuali”  in grado di innescare fenomeni altrettanto esistenti quanto quelli causali,  sfugge alle dimensioni di tempo e di spazio, ma soggiace a senso e contemporaneità: pertanto, il pensiero carico di energia vibrazionale, ha la forza di plasmare la materia inerte dell’universo.

Del resto, come dimostra il  Paradosso di Zeno, l’esito di un esperimento scientifico è determinato dalle aspettative dell’osservatore.

L’osservatore stesso,  inconsapevole, realizzando la pienezza della sua umanità attraverso la coerenza tra pensiero e azione scientifica, giunge a stabilirsi, con la sua “integrità”,  nel  punto cosiddetto “invariabile”: sfuggendo  alle vicissitudini della ruota delle cose inessenziali e indipendenti dalla sua volontà, diventa il motore immobile di ogni cosa.

Contenendo in sé tutte le manifestazioni, l’umanità dello scienziato si manifesta attraverso un agente esterno a sé: il quale, prendendo in mano l’arco del microscopio, metterà a fuoco e scoccherà  la freccia sul bersaglio del risultato di laboratorio.  Con paziente tensione,  tesa unicamente al compimento,  lo scienziato-osservatore non si opporrà, con la volontà di centrare il bersaglio intenzionalmente, ma si lascerà  agire: non opponendosi ma tutto mettendo “in ordine”.

L’ordine d’altra parte diviene evidente solo se ci si eleva al di sopra della molteplicità;  quando si cessa di considerare ogni cosa isolatamente per contemplarle insieme nell’unità.

La molteplicità non ha che una esistenza illusoria: ma tale illusione, con il disordine che le è proprio, sussiste per ogni essere fin tanto che non sia giunto, in maniera pienamente effettiva, alla visuale “dell’unicità dell’Esistenza”, in tutti i modi e in tutti i gradi della manifestazione universale. Quando tutte le cose sono ricondotte all’unità, questa unità appare in tutte le cose, le quali ben lungi dal cessare di esistere, vengono invece ad acquistare la pienezza della realtà.

Nell’essere corporeo si trova la prefigurazione dell’Uomo Universale; ogni parte dell’Universo, si tratti di un mondo o di un essere particolare, è ovunque e sempre analoga al tutto.

Per fare questo dobbiamo raggiungere l’unità interiore: non è per nulla agevole, ma dobbiamo sforzarci di ricondurre all’unità tutti quegli elementi che in noi si oppongono all’ordine e all’armonia cosmici.

Di seguito,  vi esporrò alcune semplici norme e metodiche da praticare  quotidianamente, nell’esercizio costante della pazienza: con un atteggiamento sempre teso al compimento,  potremo eliminare ogni ostacolo tra noi e gli altri.  Perché il cambiamento della realtà circostante dipende unicamente dal risolvere i nostri conflitti e vincere la guerra che abbiamo ingaggiato con noi stessi.

Gli altri non sono in alcun modo responsabili di ciò che ci accade:

e se qualcuno si mostra rabbioso nei nostri confronti la reazione è la dimostrazione dello “sbocciare”,  per affinità di senso nella contemporaneità, di un chiaro seme di rabbia da noi piantato in passato.

Quanto più a lungo quel seme dimori nel terreno prima di sbocciare, tanto più grandi saranno le conseguenze e la virulenza dell’opposizione ingenerata.

Di seguito alcuni miei suggerimenti, suscettibili di venire da te ampliati per sanare differenti disordini e disequilibri:

1)   dosa le parole dette, limitando l’inutile chiacchiericcio;

2)   dona le tue  attenzioni e il tuo sguardo partecipe a chi ti chiede comprensione;

3)   evita tutte quelle occasioni che possono alimentare sentimenti di fastidio o, peggio ancora, di rabbia; da temperarsi immediatamente con la compassione;

4)  augura una giornata felice a quanti incontri sulla tua strada;

5)   esprimi  a chiunque gratitudine, per il privilegio di condividere con te il suo spazio di esistenza;

6)   rifuggi dai riconoscimenti;

7)   astieniti dal raccontare i tuoi atti di generosità;

8)   gioisci  della gioia altrui;

9)   esprimi sempre e solo cose significative che portino beneficio;

10)                esprimi sempre e solo cose che corrispondano esattamente all’idea che hai in mente;

11)                  servi gli altri con amore;

12)                respingi  ogni tentazione di fare del chiacchiericcio a sfavore di un’altra  persona;

13)                respingi  qualunque  situazione di conflitto

Colui che ha conseguito in sé la realizzazione perfetta dell’unità, ha esaurito in sé tutte le opposizioni e dunque è immune dal venir richiamato e coinvolto in guerra. Tu avrai acquisito la visione totale che prescinde – anzi travalica – tutte le visioni particolari.

Non creando opposizioni, le persone che ti verranno incontro sul tuo stesso marciapiede, sembreranno fluirti dolcemente attorno,  obbedendo alla curva sinuosa che avrai impresso allo spazio.

Non parlo, nell’esercizio quotidiano, di una pratica tesa ad “annientare”  quegli elementi che fino a ieri sembravano costituire con te un tutt’uno: mi riferisco a trasformarli, riconducendoli all’unità.

Per realizzare questa ultima condizione,  fondamentale è il carattere dell’ intenzione, l’atteggiamento volontario del nostro spirito.

L’intenzione, non come i risultati dell’azione, non viene modificata o influenzata dalle contingenze esteriori: bensì, è l’unità di intenti e la tendenza costanti verso il centro immutabile  del bersaglio, che “si colpirà” quando le condizioni saranno mature.

Ti chiedo di effettuare ogni giorno almeno quattro verifiche nell’arco delle 12 ore: registra su un quaderno, dedicato unicamente a questo scopo e che terrai in perfetto ordine,  le parole e anche le immagini evocative che vorrai contraddistinguano la tua giornata: perché aderenti in maniera speciale al  tuo  sentire.

Ad esempio, ti svegli con addosso una sensazione di oppressione al solo pensiero di dover raggiungere di li a poco il luogo di lavoro: dovendo  incontrare un collega col quale il giorno prima hai  avuto un alterco.

Quell’episodio, premetto, da te vissuto come spiacevole è vuoto di-per-sé: prova ne è che il tuo sentimento sarà senz’altro differente da quello del collega, in relazione all’accaduto.

Benché quella situazione tu l’abbia percepita  nel tono cupo di un evento sgradevole e, come tale, si è impressa nella tua mente, per evitare che si imprima definitivamente nel subconscio colorando di grigio i giorni a venire,  voltala  a tuo  favore, in virtù  del “potenziale nascosto”  insito nel vuoto dell’accadimento.

Prova, sul percorso che da casa ti porterà in ufficio, ad alimentare nei confronti del collega puri sentimenti di comprensione fraterna, sorridendo di alcune sue espressioni che,  se anche il giorno prima vi mandavano in bestia oggi,  a ben guardare,  somigliano tanto a quelle di un vostro familiare a cui volete bene, dalle mille paura e insicuro:  affiorerà  un  sorriso spontaneo sul tuo  viso.

Cerca poi di riportare  a galla, dalla memoria, un immagine  del  collega quando ti  è parso particolarmente brillante; oppure,  in cui sei tu a  fargli  un  torto gratuito e scusandoti  sinceramente nella tua  mente, lo osservi mentre ti  sorride, soprassedendo sull’accaduto.

Questi pensieri, così come altri che produrrai, a mano a mano che procederai  sulla strada della non-opposizione,  operano fattivamente sulla realtà.

E ti accorgerai  di camminare, letteralmente su un percorso  contrassegnato da  “epifanie” da te evocate,  scorgendole al volo.

Non è raro che si verifichino inusuali “manifestazioni” lungo la strada, per il sol fatto di essere legate insieme da uno stesso filo rosso che sembra volerti  richiamare all’attenzione.

Ti  capiterà così  di notare,  con una frequenza maggiore rispetto al solito, manifestazioni di armonia,  che di seguito indico :

  • persone abbracciarsi tra loro e sorridere l’uno all’altro;
  • un uomo che  reca in mano un mazzo di fiori;
  • i rumori della città più attutiti;
  • un maggior ordine nel traffico urbano;
  • la regolarità nell’arrivo dei mezzi e la tua capacità di prenderli al volo.

Anche tra la folla,  di una metropolitana, di autobus affollato, tra le bancarelle di un mercato,  il tuo cammino non verrà ostacolato e non dovrai scansarti nervosamente a destra e a sinistra, perché le persone fluiranno attorno a te, senza sfiorarti: così come fa l’acqua quando aggira fluidamente il tronco di un pontile; oppure avvolgendosi come seta attorno ad un remo.

Nulla, a questo punto potrà più nuocerti, nessun nemico dentro e fuori di te. Anche l’opposizione,  interno-esterno,  è stata  cancellata: “io sono solo ciò che vedo!” Dunque tu hai realizzato la perfetta unità;  e dal tuo sguardo sono svaniti completamente tutti gli ostacoli.

Anche gli altri esseri ti considerano parte di sé stessi e quando si imbattono in te, ma non è indispensabile che l’incontro avvenga, avvertiranno un senso nuovo di tranquillità, perché anche il  loro sentiero è stato finalmente  liberato da ogni ostacolo.

 

Questo processo interiore,  che hai avviato,  attiene al processo della manifestazione universale: tutto ha origine dall’unità e all’unità ritorna. Nell’intervallo si produce la dualità: quella divisione o differenziazione, da cui risulta pienamente la tua esistenza manifestata.

Info sull'autore

Giornalista, scrittrice e studiosa, da anni approfondisce tematiche legate ad ambiti di approfondimento che, per analogia o induzione, convergono tutti a trasformare il pensiero, affinché il pensiero stesso possa riappropriarsi del potenziale nascosto e sopito e trasformare concretamente la realtà. Oggetto della sua analisi, sia le discipline scientifiche che, dalla fisica quantistica approdano all’origine e all’individuazione del sé “a loop”, per poi scendere nelle viscere del simbolismo alchemico della coscienza collettiva; sia gli insegnamenti di tradizione mahayana e altri, quasi dimenticati, di radice esoterica; in un intreccio di rimandi continui a mondi non sempre contigui ma senz’altro affini nella sostanza e nell’origine. Si occupa di formazione, in direzione anche delle risorse umane, con un approccio guidato dal “donare” l’insegnamento, consapevole di dover comunicare sempre e solo “cose significative che portino beneficio”; volendo essere per prima cosa un esempio degli insegnamenti che offre, nell’instancabile e compassionevole lavoro in direzione degli altri-sé. E’ fondatore e presidente di un organismo permanente, la cui missione sarà di agire come catalizzatore dei cambiamenti globali, individuando i principali problemi che interessano il futuro del pianeta, analizzandoli in un contesto mondiale e ricercando soluzioni alternative nei diversi scenari possibili. Aperto al contributo di tutti quanti vorranno adoperarsi per il bene del mondo, il Board è costituito da scienziati, filosofi. economisti, alti responsabili di azienda, attivisti dei diritti civili, esponenti di istituzioni non governative.

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