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Equilibri che fanno ammalare

I nostri pensieri e le emozioni ad essi correlate sono i mattoni con i quali si costituiscono gli eventi gratificanti e dolorosi della nostra vita.

Essere operosi ed ottimisti a volte non è sufficiente a garantire umore stabile e salute fisica.

Dietro le quinte della vita cosciente scorrono senza sosta fiumi sotterranei di acque cristalline e di lava incandescente, il cui incessante movimento nutre la forza vitale che abita in ogni essere umano. Questa energia è di per sé profondamente benefica ma può assumere configurazioni distruttive quando viene deviata o repressa dalle regole imposte dalla logica lineare  della mente razionale.

Per esempio una persona spontaneamente  gioiosa, allegra, creativa, generosa e versatile può soffrire di ansie, fobie, angosce, attacchi di panico ma anche di colite o ulcera gastroduodenale se sceglie di rinunciare alla propria natura ed adattarsi ad uno stile di pensiero molto lontano dal proprio per mantenere in vita un rapporto affettivo (con un genitore, un figlio, un partner etc.) senza il quale ritiene  a torto o ragione di non poter sopravvivere.

Oppure una persona mite e gentile che, a causa di troppe bastonate si costruisce una corazza di rigidità e durezza per proteggersi da ulteriori colpi, se non recupera per tempo l’essenza della propria tenerezza ma anche della propria collera, rischia di terminare prematuramente la propria esistenza terrena in qualche reparto oncologico.

Alcuni peggiorano la propria situazione addossandosi tutte le responsabilità di un fallimento, dimenticando che ogni accadimento è sempre costituito da un insieme di ingredienti che come tessere di un mosaico, solo considerate nel loro insieme danno senso all’intera situazione dolorosa.

Non è quindi mai utile né saggio sovraccaricarsi con penosi sensi di colpa o con inappropriati sentimenti di disistima per giustificare a sé stessi l’incapacità di uscire o almeno allontanarsi da situazioni relazionali frustranti.

Qualsiasi conflitto ci rivela infatti che due forze di pari livello si contendono una soluzione. Esso  genera uno stato di tensione psicofisica  che coinvolge l’omeostasi dell’organismo e coinvolge  il sistema immunitario, il sistema ormonale e di conseguenza il metabolismo.

Il conflitto è cioè un motore che consuma energia e produce motivazioni ed è come un cocktail di stimoli stressanti che a lungo andare può compromettere l’intero sistema.

Per questo è sempre importante portare alla luce i propri conflitti interiori, comprenderli e magari scioglierli, o almeno  elaborare strategie efficaci per gestirli senza compromettere la salute.

Negare ciò che siamo davvero è sempre una pessima scelta, perché non porta giovamento né a noi né a chi amiamo.

Info sull'autore

Psicologa, psicoterapeuta, ipnoterapista, pianista, musicoterapeuta e studiosa esperta di medicina naturale e ortomolecolare. Nei suoi numerosi viaggi in India ha arricchito il proprio background freudiano con tecniche squisitamente transpersonali. Ha praticato a lungo il Raja Yoga dedicandosi successivamente al Kriya Yoga di Babaji. Da molti anni conduce gruppi di Meditazione Vedica utilizzando Mantra in sanscrito. È devotissima al suo Maestro Sri Sathya Sai Baba e al Guru Immortale Babaji dai quali trae costante ispirazione e guida. Ha recentemente pubblicato “Medicina naturale e integrazione complementare” edito da Tecniche Nuove.

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