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C’era una volta…

librocarne

C’era una volta un essere umano vestito di “luce”. Poi, per sete di conoscenza, si cibò del frutto proibito e venne cacciato dalla sua dimensione originale. La luce si fece “pelle” – in ebraico le due parole hanno lo stesso suono ma iniziano con due lettere diverse – quella che ancora oggi ci ricopre e protegge rendendoci tuttavia  ciechi alla visione spirituale. Il corpo reca però  in sé  la memoria della sua natura ontologica e ha incisa nella “carne” la traccia che indica la via del ritorno al “Giardino sigillato”. É un cammino di conoscenza, individuale e collettivo nel contempo, che dalle radici, i nostri piedi conduce al “Luogo del Cranio”, la sommità dell’Albero della Vita dove le luci si invertono e l’immanente si fonde con il trascendente in un vincolo d’amore.

La chiave di lettura di questi messaggi cifrati sono i numeri, le lettere ebraiche, così come  i grandi miti di origine biblica e non solo, metastorie fuori dal tempo e dallo spazio e dunque eternamente vive e in grado di raccontare la nostra Storia infinita.

Contare e rac-contare significa intravedere  la connessione che esiste a un livello superiore e intuitivo tra il numero assoluto e la parola nella sua dimensione di significato e di suono. Le parole (in questo specifico caso i nomi degli organi o delle strutture del corpo sino alla cellula) così “tradotte” o meglio elevate oltre il significato letterale si trasformano in vere e proprie formule chimiche che rivelano la loro struttura primordiale basata su un’armonia perfetta e dunque “sana” se riferita ad un organo.

Un’anatomia esoterica, non nel senso oscuro di occulto, riservato a pochi adepti, bensì di celato in  ognuno di  noi e in attesa di essere disvelato.

Il Libro di Carne
Seminario di Anatomia Esoterica

Info sull'autore

Cristina Unterberger nasce a Genova il 23 settembre 1954, alle cinque di un tiepido pomeriggio. Respira l’aria del mare sino all’adolescenza, poi un vento bizzarro la spinge altrove, a Milano dove vive tutt’ora. Si è sempre occupata di “parole”, prima come traduttrice e interprete. Di quel lunghissimo periodo restano migliaia di pagine di traduzioni tecnico-scientifiche, diversi libri, interpretariati nei luoghi più impensati. E poi, finalmente, la vita l’ha portata ad accorgersi del vero potere della parola che è quello di creare ciò che non è attraverso la Poesia. Un’acqua di guarigione per lenire antiche ferite, ma anche un ponte verso un cammino di ricerca che l’ha portata ad incontrare la Cabalà e ad innamorarsene. Lo studio ha senso e fa evolvere solo se a muoverlo è l’amore. Allora è passione, magia, forza, speranza ! E come una poesia, senza alcun travaglio intellettuale, sono nate le Otiot, un mazzo di carte a tiratura limitata ispirate alle 22 lettere dell’alfabeto ebraico e agli insegnamenti del Libro della Formazione. Ultima creatura è il Mandala degli Angeli, una visione artistica del tema natale basato sui 72 Nomi di Dio. Cristina continua a studiare, tradurre e scrivere e, vestita del nome iniziatico di Esther Malkat Shva, tiene corsi e seminari in Italia e all’estero sulla simbologia delle “sue lettere”e sul loro utilizzo come strumento di evoluzione spirituale.

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